Usiamo la storia per costruire il futuro. di Salvatore Sannino (SD Napoli)

Viviamo uno dei momenti peggiori per la democrazia, per il nostro Paese, per l’Europa. Eppure ci sono stati momenti ugualmente difficili, situazioni terribili come il terrorismo, rosso e nero, tanto per ricordarne qualcuno. La diversità della situazione attuale è legata ad un fatto che poche volte nella storia si è avuto: la totale mancanza di una classe dirigente. Tanto a livello italiano che internazionale non c’è una sola figura che si staglia rispetto agli altri, per cultura, visione, capacità di analisi e critica, avendo la forza di proporre un pensiero che non sia un post di 5 righe sui social intriso di proclami e voglia di rivalsa, che puntualmente, i fatti provvedono smentire miseramente. Il mondo in mano a Trump, Netanyahu, Putin, Zelensky. Erdogan non trova dall’altra parte Mitterand, Khol, Craxi, con tutta la classe dirigente che sosteneva supportava e rafforzava questi uomini. Oggi siamo in balia di annunci spot, di frasi fatte per non dire nulla ed uomini senza formazione e storia, balbettando su ogni tema e facendo a chi la spara più grossa.
L’Italia va peggio. La Meloni che pareva volasse per spessore, da un po’ di tempo imbarca figuracce alle quali trova una toppa peggio del buco. L’ultima la legge elettorale con le preferenze, che non prepara in modo dovuto, non costruisce un consenso adeguato, non struttura un pensiero condiviso, va alla Camera e…perde! Io resto convinto con la sua partecipazione e condivisione. Altrimenti le dimissioni sarebbero d’obbligo. Ma vedremo per il resto del percorso. A sinistra manco a dirlo. Conte che strizza l’occhio a Putin è una cosa da interrompere ogni dialogo. I festeggiamenti per la mancata approvazione delle preferenze farà il paio con il cappio esposto alla Camera dalla Lega o con la dichiarazione di Occhetto della “gioiosa macchina da guerra”, segnerà per la vita questa parte politica. Questo è il dramma che viviamo. Dove trovare un progetto, un programma che tenga dentro scuola, cultura, finanza, lavoro, sanità? Questi parlano per frasi fatte. Per fare un esempio: Conte a chi gli chiedeva quale era il programma del Campo Largo, rispondeva: “la Costituzione!”. E che risposta è? Non parlo della Schlein perché ho difficoltà a comprendere il significato di ciò che dice. E ometto per carità di patria di parlare di AVS. E cosa dire di Renzi e dei disperati “moderati” che fanno a chi questua meglio degli altri. Questo è il pericolo che corriamo: manca il nocchiero per uscire dalla selva che non è oscura, ma nero pece. In Campania abbiamo avuto l’ennesimo scioglimento di un Comune per camorra. Ma il Sindaco non c’entra nulla (e ci mancherebbe aggiungo!) Ma può mai essere una cosa del genere? Si può sciogliere un Comune cosi importante, senza che vi sia un fatto reale, tangibile, concreto? Anche qui, è sciolto dal Governo (centro-destra) con l’avallo del PD, che pure era in coalizione coi suoi massimi rappresentanti, salvo poi appena cambiano le cose, sentire: onestà, onestà.
Come ne usciamo da questa empasse? Il Paese è sfibrato, non regge più ed è difficile trovare una soluzione. Occorre ritornare a pensare, a sviluppare analisi e trovare soluzioni, il tutto basato sullo studio, sulla conoscenza e sulla formazione, sgombrando il campo da protagonismi, eccentricità, fughe in avanti e pensieri del tipo: “Io sono io e voi….” Perché questo è il grande nemico di quest’area, che già di per sé ha difficoltà ad affermarsi perché non può contare su populismi vari oggi tanto di moda. Bisogna, nel contempo, trovare il modo di fare giungere il messaggio oltre i confini dello schieramento politico. Il più grande pericolo per quest’area, oltre alla vanagloria, è il reducismo. Da rifuggire in ogni modo. Non è la storia ad organizzare il futuro, ma la storia serve a comprendere il presente per costruire qualcosa di serio. Il Midas, del quale oggi si celebra l’anniversario, ha avuto il senso che ha avuto perché era impiantato nel presente e guardava avanti. Questo deve essere lo spirito di ogni iniziativa. E non si può attendere oltre.


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