Sui media venerdì 18 settembre 2026

Sui media venerdì 18 settembre 2026

Italia Energia: Schlein apre al confronto con Meloni e divide il campo largo I fatti. È il tema politico italiano più significativo della mattinata. Elly Schlein ha proposto al governo un confronto sull’emergenza energetica e sull’utilizzo di circa 14 miliardi di euro entro il 2028 per accelerare la transizione. Fra le proposte del Pd figurano interventi per pompe di calore, efficientamento delle case popolari, elettrificazione dei processi industriali, trasporto pubblico e sistemi di accumulo. Giorgia Meloni ha risposto dichiarandosi disponibile ad approfondire le proposte.  L’iniziativa ha però aperto immediatamente una frattura nell’opposizione. Giuseppe Conte sostiene che non esistano le condizioni per collaborare con il governo; Angelo Bonelli di Avs definisce «incomprensibile» l’apertura della segretaria democratica.  I commenti delle testate. Repubblica mette in primo piano proprio il contrasto nel campo largo e riferisce dello stupore di Schlein per il «fuoco amico», sottolineando che la segretaria considera la propria iniziativa un confronto su un’emergenza nazionale e non una trattativa politica con Meloni. Il Fatto Quotidiano evidenzia invece la mancata condivisione preventiva della proposta con M5S e Avs.  La vicenda pone una questione politica più ampia: se sulle emergenze economiche e strategiche debba prevalere sempre la logica maggioranza-opposizione oppure possano esistere terreni circoscritti di confronto istituzionale. Energia e politica industriale sono probabilmente fra questi. ANSA – l’apertura di Schlein e le reazioni del campo largola Repubblica – Meloni e Schlein, confronto sull’energiaIl Fatto Quotidiano – le divisioni nell’opposizione Bollo auto: 2,4 miliardi nel 2027, il governo cerca le coperture per renderlo strutturale I fatti. Il decreto sull’esenzione dal bollo per oltre 14 milioni di veicoli è arrivato in Gazzetta Ufficiale. Il costo stimato è di poco inferiore ai 2,4 miliardi di euro per il 2027; circa 1,7 miliardi dovrebbero provenire da economie individuate nei capitoli del PNRR. Il governo dichiara di voler rendere successivamente strutturale la misura e valuta ulteriori agevolazioni per le famiglie numerose.  Resta parallelamente in vigore il sostegno sui carburanti: dal 18 settembre lo sconto sulle accise viene ridotto a 12,2 centesimi al litro e successivamente dovrebbe diminuire ancora, prima dell’entrata in funzione del meccanismo delle accise mobili.  I commenti delle testate. Repubblica pubblica questa mattina un commento fortemente critico che interpreta l’abolizione del bollo come un intervento determinato dalle difficoltà elettorali della maggioranza. Il Fatto insiste sul carattere temporaneo delle coperture e sull’effetto distributivo degli interventi generalizzati sui carburanti. La Stampa privilegia oggi anche il profilo pratico dell’agevolazione, illustrandone beneficiari, potenza dei veicoli e risparmi.  Il fatto da separare dai giudizi politici è semplice: l’agevolazione per il 2027 dispone di una copertura indicata; per renderla permanente occorrerà invece individuare risorse altrettanto permanenti. ANSA – costi e coperture dell’abolizione del bolloIl Fatto Quotidiano – accise e caro carburanti Sondaggi: il campo largo supera il 42%, Vannacci davanti a Forza Italia I fatti. La nuova Supermedia YouTrend/Agi del 17 settembre attribuisce al centrosinistra, comprendendo Italia Viva, il 42,3%, contro il 40,7% del centrodestra. È un dato politicamente rilevante perché il 42% è precisamente la soglia prevista dalla nuova legge elettorale per l’assegnazione del premio di maggioranza.  Fratelli d’Italia rimane largamente il primo partito al 26,6%; il Pd è al 21,1%, il M5S al 12,5%. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci raggiunge il 7,7% e, nella media dei sondaggi, supera per la prima volta Forza Italia, indicata al 7,4%. La Lega è al 5,6%.  Il commento. Sono medie di sondaggi, non previsioni del risultato elettorale, e la distanza fra le coalizioni rimane contenuta. Il dato conferma tuttavia due tendenze: la nuova legge rende decisiva la capacità di costruire coalizioni; la crescita di Vannacci modifica contemporaneamente gli equilibri interni al centrodestra. Il Fatto Quotidiano – la Supermedia YouTrend/Agi Lega: alla vigilia di Pontida Salvini cerca una tregua con i governatori I fatti. Matteo Salvini ha incontrato Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti alla vigilia di Pontida. Il confronto riguarda soprattutto la richiesta degli amministratori settentrionali di dare maggiore peso ai territori nella gestione del partito. Salvini ha aperto alla discussione su un modello maggiormente confederale, senza però assumere per ora impegni definitivi sulla nuova struttura dirigente.  I commenti delle testate. La Stampa parla di una «mano tesa» di Salvini ai governatori, ma descrive una tregua ancora fragile. Repubblica insiste maggiormente sulla difficoltà del leader e sulla necessità di evitare contestazioni a Pontida. Libero aveva già interpretato la scelta di non invitare quest’anno leader stranieri come un tentativo di riportare il raduno verso un’identità più interna e tradizionalmente leghista.  Il nodo politico è evidente: la Lega deve contemporaneamente contenere la concorrenza di Vannacci e recuperare il rapporto con il proprio radicamento amministrativo settentrionale. La Stampa – Salvini e i governatori verso Pontida Internazionale Ucraina: nuovi attacchi russi, la Polonia fa decollare i caccia I fatti. La Russia ha lanciato una nuova vasta offensiva con missili e droni contro Ukraine, colpendo Kyiv, Odessa, Zaporizhzhia e altre regioni. Oltre venti persone sono rimaste ferite; sono state danneggiate anche infrastrutture energetiche e industriali.  La Poland ha fatto decollare i propri caccia e chiuso temporaneamente gli aeroporti di Rzeszów e Lublino come misura precauzionale, senza però registrare violazioni del proprio spazio aereo. L’Ucraina ha parallelamente continuato gli attacchi contro infrastrutture petrolifere russe.  Gli attacchi arrivano mentre Stati Uniti, Russia e Ucraina discutono ancora una possibile moratoria contro le infrastrutture energetiche. La realtà militare mostra però quanto una tregua di questo tipo sia ancora lontana dall’essere consolidata. La lettura. Qualsiasi apertura negoziale verificabile dovrebbe essere sostenuta dall’Europa. Ma la prosecuzione degli attacchi contro città e infrastrutture dimostra perché diplomazia e capacità di difesa ucraina non possano essere considerate alternative. Reuters – nuova offensiva russa contro le città ucraine Russia al voto: prime elezioni parlamentari dall’invasione dell’Ucraina I fatti. Da oggi al 20 settembre la Russia vota per rinnovare la Duma. Sono le prime elezioni parlamentari dall’invasione su larga scala dell’Ucraina del febbraio 2022. Il partito Russia Unita, che sostiene Vladimir Putin, parte da una posizione di predominio politico e istituzionale.  Reuters segnala tuttavia una crescente inquietudine nella società russa per il costo della guerra e racconta anche la candidatura di esponenti apertamente contrari al conflitto, che operano in un ambiente politico fortemente limitato.  La lettura. Il voto difficilmente metterà in discussione il controllo politico del Cremlino. Saranno però significativi affluenza, consenso ufficialmente attribuito a Russia Unita e capacità delle candidature dissenzienti di rendere visibile una parte dell’opinione pubblica contraria alla guerra. Reuters – cosa sapere sulle elezioni russeReuters – la candidata russa contraria alla guerra Medio Oriente: il petrolio scende, ma Hormuz resta sotto pressione I fatti. Il prezzo del petrolio diminuisce per il terzo giorno consecutivo. Il mercato considera per ora gestibili le interruzioni saudite e conta sulla possibilità che Riyadh immetta ulteriori quantitativi di greggio sul mercato.  Il miglioramento dei prezzi non equivale però a una normalizzazione geopolitica. Il traffico attraverso lo Strait of Hormuz rimane drasticamente inferiore ai livelli precedenti alla guerra e continuano gli attacchi alle navi.  Anche Bab el-Mandeb resta sotto pressione. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha disposto che la Marina si prepari a garantire il passaggio delle navi italiane. La Stampa riferisce inoltre che al ministero viene valutata criticamente l’efficacia dell’attuale missione europea Aspides e la possibilità di concentrare maggiormente la protezione sui cargo nazionali.  Il commento. Proprio quest’ultima ipotesi pone una questione europea. Proteggere il traffico italiano è necessario, ma una crisi delle rotte marittime globali difficilmente può essere gestita attraverso ventisette strategie nazionali separate. La debolezza di una missione comune dovrebbe indurre a rafforzarne capacità e mandato, non automaticamente a rinazionalizzare la sicurezza marittima. Reuters – il petrolio scende per il terzo giornoLa Stampa – l’Italia e la missione nel Mar Rosso Stati Uniti e Iran: Trump arriva all’ONU con una guerra sempre più contestata I fatti. Alla vigilia dell’Assemblea generale delle United Nations, Donald Trump si prepara a difendere davanti ai leader internazionali la guerra contro l’Iran. Reuters osserva che il presidente americano arriva all’appuntamento in un clima internazionale più critico rispetto allo scorso anno e con crescenti interrogativi interni sui costi e sugli obiettivi del conflitto.  La crisi iraniana sarà quindi uno dei principali dossier della settimana diplomatica di New York, insieme all’Ucraina e alla sicurezza delle rotte energetiche. Reuters – Trump, Iran e l’Assemblea generale dell’ONU I temi ricorrenti Tre temi emergono con particolare chiarezza. Il primo è l’energia come nuova questione politica centrale. Il confronto Meloni-Schlein, le accise, il bollo auto, Hormuz e Bab el-Mandeb dimostrano che sicurezza energetica, transizione ambientale, politica industriale e protezione dei redditi sono ormai un unico dossier. Il secondo è la difficoltà delle coalizioni italiane. Il campo largo si divide persino sull’opportunità di dialogare con il governo sull’energia; nel centrodestra la crescita di Vannacci e le tensioni nella Lega modificano equilibri considerati fino a pochi mesi fa relativamente stabili. Il terzo è la sicurezza europea. Ucraina, Polonia e Mar Rosso mostrano un’Europa esposta contemporaneamente sul proprio confine orientale e sulle rotte commerciali dalle quali dipende la sua economia. Lettura conclusiva Da una sensibilità liberal-socialista e socialdemocratica, l’apertura di un confronto istituzionale sull’energia appare più utile della sua trasformazione in un nuovo motivo di divisione politica. Opposizione non significa indisponibilità pregiudiziale al confronto, soprattutto quando sono in gioco competitività industriale, bollette delle famiglie e autonomia energetica. Naturalmente il dialogo non elimina le differenze: proprio per questo dovrebbe avvenire su proposte verificabili e con piena trasparenza parlamentare. La priorità dovrebbe essere costruire una politica energetica che tenga insieme riduzione dei costi, transizione ecologica e politica industriale. Continuare a compensare gli shock con accise, bonus e agevolazioni fiscali può essere necessario nell’emergenza, ma non riduce la vulnerabilità strutturale del Paese. Anche la nuova Supermedia suggerisce prudenza. Il superamento del 42% da parte del centrosinistra dimostra che un’alternativa elettorale al governo è possibile; non dimostra però che esista già un’alternativa politica. Le divergenze su Ucraina, energia, politica economica e leadership rimangono rilevanti. Una coalizione riformista credibile dovrebbe costruire il programma prima di considerare risolto il problema soltanto attraverso l’aritmetica delle alleanze. Infine, la crisi internazionale conferma la necessità di una maggiore capacità europea comune. Difesa dell’Ucraina, sicurezza marittima, approvvigionamenti energetici e politica industriale non possono essere efficacemente affrontati attraverso una semplice somma di politiche nazionali. Il terreno liberal-socialista e socialdemocratico che emerge dalla giornata resta quindi riconoscibile: Europa più integrata, libertà individuali, sicurezza nello Stato di diritto, responsabilità finanziaria, mercato regolato, welfare universalistico, transizione energetica socialmente sostenibile e politica estera capace di combinare deterrenza e diplomazia….

Sarà la fiducia alla Camera a decidere il varo della riforma elettorale

Sarà la fiducia alla Camera a decidere il varo della

Dopo il passo falso di Montecitorio la maggioranza pensa a una blindatura Legge elettorale, via libera del Senato: ora il testo torna alla CameraIl Senato ha approvato la nuova legge elettorale per Camera e Senato. Il voto finale a Palazzo Madama si è chiuso con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astenuti. Il provvedimento, modificato durante l’esame al Senato, dovrà ora tornare alla Camera per l’approvazione definitiva.La riforma interviene sull’attuale sistema elettorale superando i collegi uninominali e introducendo un impianto proporzionale corretto da un premio di governabilità. Il premio è previsto per la lista o coalizione che ottenga il miglior risultato e superi il 42 per cento dei voti validi in entrambe le Camere. In quel caso vengono attribuiti 70 seggi alla Camera e 35 al Senato; sotto quella soglia, o in caso di risultati diversi tra Camera e Senato, la distribuzione dei seggi resta proporzionale.Cosa cambia – Superamento dei collegi uninominali e passaggio a un sistema proporzionale.- Premio di governabilità fisso: 70 deputati e 35 senatori.- Soglia del 42 per cento dei voti validi in entrambe le Camere per ottenere il premio.- Soglie di sbarramento confermate: 3 per cento per le liste e 10 per cento per le coalizioni.- Meccanismo misto per la scelta degli eletti, con capolista bloccato e possibilità di esprimere preferenze sugli altri candidati.- Indicazione, da parte di liste e coalizioni, del nome del candidato alla Presidenza del Consiglio, nel rispetto delle prerogative del Presidente della Repubblica.- Tetto massimo ai seggi complessivi della maggioranza: 220 alla Camera e 113 al Senato.- Interventi anche su circoscrizione Estero, raccolta firme e voto fuori sede. Le posizioni della maggioranzaLa maggioranza ha sostenuto la riforma come intervento necessario per rafforzare stabilità e governabilità. Nel dibattito parlamentare, i gruppi favorevoli hanno presentato il premio di governabilità come uno strumento per rendere più chiaro il rapporto tra voto degli elettori e formazione della maggioranza parlamentare. È stata inoltre valorizzata l’indicazione preventiva del candidato premier come elemento di trasparenza politica, ferma restando la competenza del Presidente della Repubblica nella nomina del Presidente del Consiglio. Le posizioni delle opposizioniLe opposizioni hanno votato contro il testo, contestando in particolare il premio di governabilità, il permanere dei capilista bloccati e il rischio di una compressione della rappresentanza parlamentare. Nel dibattito finale, il Partito Democratico ha criticato una possibile concentrazione del potere e un indebolimento degli equilibri costituzionali; il Movimento 5 Stelle ha insistito sul mancato pieno ripristino delle preferenze; Alleanza Verdi e Sinistra ha contestato il metodo e l’impianto della riforma; Azione e Italia Viva hanno espresso critiche politiche sul modello scelto e sulle priorità dell’agenda parlamentare. Il passaggio alla Camera sarà quindi decisivo per la chiusura dell’iter. In caso di via libera definitivo, la nuova disciplina sostituirà l’attuale sistema elettorale già dalle prossime elezioni politiche, che comunque apre un primo spiraglio al ritorno delle preferenze….

Sui media giovedì 17 settembre 2026

Sui media giovedì 17 settembre 2026

Italia Bollo auto: il governo vara l’esenzione, si apre il confronto sulla natura elettorale della misura I fatti. Il Consiglio dei ministri ha approvato l’esenzione dal bollo per il 2027 sulle automobili fino a 80 kW e sui motocicli, limitandola a un veicolo per cittadino. La platea indicata dal governo è di circa 14,5 milioni di mezzi, oltre il 70% delle auto circolanti. Il costo previsto è di circa 2,3 miliardi, con compensazione alle Regioni; il governo dichiara l’intenzione di rendere successivamente strutturale la misura.  Giorgia Meloni rivendica l’intervento come cancellazione di «una delle tasse più odiate dagli italiani» e, pur dichiarando di voler arrivare alla scadenza naturale della legislatura, lo inserisce in una più generale politica di alleggerimento fiscale.  I commenti delle testate. Qui le letture divergono nettamente. La Stampa definisce l’abolizione una misura “spot” dal sapore elettorale e osserva che il finanziamento per ora riguarda un solo anno. Il Fatto Quotidiano usa una lettura ancora più critica, collegandola direttamente alle prossime elezioni e sottolineando che l’esenzione è finanziata per il solo 2027. Il Giornale privilegia invece l’aspetto concreto del beneficio e la vasta platea interessata.  La distinzione fra fatto e valutazione è quindi importante: il beneficio fiscale è reale; la sua qualificazione come misura elettorale è un giudizio politico. Resta però un dato oggettivo da valutare: perché l’intervento diventi strutturale occorreranno coperture permanenti. Corriere della Sera – abolizione del bollo per auto e motoIl Fatto Quotidiano – costi e durata della misura Legge elettorale: Meloni sceglie la fiducia alla Camera I fatti. La presidente del Consiglio ha annunciato l’intenzione di porre la questione di fiducia sulla legge elettorale quando il testo tornerà alla Camera, dove l’approdo in Aula è previsto il 29 settembre. L’obiettivo dichiarato è evitare che nuovi voti segreti modifichino l’accordo raggiunto al Senato.  Il testo approvato a Palazzo Madama prevede un sistema proporzionale corretto da un premio per la coalizione che superi il 42%, capilista bloccati e fino a tre preferenze. Per le nuove formazioni restano inoltre requisiti molto più elevati per la raccolta delle firme.  I commenti delle testate. Repubblica interpreta la fiducia soprattutto come lo strumento scelto da Palazzo Chigi per neutralizzare possibili franchi tiratori. Il Foglio parla di una Meloni intenzionata a evitare le “trappole” parlamentari di fine legislatura. Il Fatto insiste invece sui limiti delle preferenze, osservando che una parte maggioritaria degli eletti potrebbe continuare a dipendere dalle posizioni bloccate.  L’uso della fiducia su una legge elettorale è politicamente delicato. La maggioranza ha diritto di perseguire il proprio progetto istituzionale, ma le regole con cui vengono eletti Parlamento e governo dovrebbero idealmente beneficiare di un confronto parlamentare più ampio possibile. la Repubblica – il governo prepara la fiducia sulla legge elettoraleIl Foglio – la strategia di Meloni sullo Stabilicum Centrodestra: Meloni chiude a Vannacci e difende i canali diplomatici con Mosca I fatti. Meloni ha sostanzialmente escluso un’alleanza elettorale con Roberto Vannacci, osservando che i parlamentari confluiti nella sua formazione erano stati eletti nel centrodestra e ora votano contro il programma della coalizione. La premier ha contemporaneamente difeso come normale il mantenimento dei canali diplomatici con Mosca, dopo le polemiche sull’incontro di Matteo Salvini con l’ambasciatore russo e imprese italiane attive in Russia.  La Stampa segnala intanto la mobilitazione della Lega in vista di Pontida, appuntamento particolarmente importante per Salvini dopo le tensioni con i governatori del Nord e la crescita della nuova formazione di Vannacci.  Il commento. Per il centrodestra il problema non è soltanto elettorale. Si tratta di definire il confine politico verso una destra più radicale e, contemporaneamente, mantenere una posizione sufficientemente coerente sulla Russia. Dialogo diplomatico con Mosca e sostegno alla sicurezza europea possono convivere; più difficile sarebbe sostenere contemporaneamente strategie internazionali incompatibili all’interno della stessa coalizione. Centrosinistra: il programma M5S riapre il nodo Ucraina I fatti. Gli iscritti del M5S sono chiamati a pronunciarsi sul programma che sarà presentato alla manifestazione “Nova” di sabato. La questione più delicata riguarda nuovamente l’Ucraina: nel Pd cresce la preoccupazione che il documento sancisca una posizione incompatibile con la prosecuzione degli aiuti militari a Kyiv.  Si riapre contemporaneamente il problema della leadership. Stefano Patuanelli ha evocato la possibilità di un candidato unitario diverso tanto da Conte quanto da Schlein, mentre nel M5S emergono segnali di maggiore cautela sull’ipotesi delle primarie.  I commenti delle testate. Repubblica concentra l’attenzione sulla preoccupazione democratica per il possibile stop agli aiuti all’Ucraina. Il Giornale sottolinea invece soprattutto le difficoltà del M5S sulla scelta del candidato premier. Le diverse letture convergono tuttavia su un dato: il problema del campo largo non è più soltanto chi debba guidarlo, ma quale politica estera debba sostenere. Una coalizione può contenere differenze, ma su Europa, NATO, Ucraina e difesa comune occorre una base programmatica sufficientemente chiara prima della scelta del candidato. la Repubblica – il programma M5S e il nodo degli aiuti a Kyiv Internazionale Europa: von der Leyen propone un Consiglio europeo di sicurezza e apre al Canada I fatti. Nel discorso sullo Stato dell’Unione, Ursula von der Leyen ha proposto la creazione di un Consiglio europeo per la sicurezza e un sistema comune di risposta alle operazioni di sabotaggio e alla guerra ibrida. Ha inoltre proposto che il Canada diventi il primo “membro associato” dell’Unione europea, formula nuova che richiederebbe però una definizione istituzionale e giuridica.  La presidente della Commissione ha confermato il sostegno all’Ucraina, indicato Russia e movimenti ultranazionalisti fra le minacce alla coesione europea e rilanciato l’agenda su difesa comune, mercato unico, competitività e intelligenza artificiale.  I commenti delle testate. Repubblica interpreta l’apertura al Canada come un segnale strategico rivolto indirettamente a Russia, Cina e Stati Uniti. Il Corriere registra però la contrarietà di Fratelli d’Italia, che considera discutibile privilegiare Ottawa rispetto al Regno Unito. La Stampa, sul versante economico, giudica il discorso ambizioso negli obiettivi ma ancora poco operativo sulle misure necessarie per competitività e mercato unico.  La proposta canadese è ancora da costruire, ma segnala una questione reale: l’Europa cerca nuove forme di integrazione con democrazie che condividono interessi economici e strategici, in una fase di crescente incertezza transatlantica. Reuters – il discorso sullo Stato dell’UnioneReuters – la proposta di un Consiglio europeo di sicurezzaReuters – cosa significherebbe associare il Canada alla UE Ucraina: nuovi attacchi russi mentre resta aperta l’ipotesi della tregua energetica I fatti. Nuovi attacchi aerei russi hanno colpito questa mattina diverse città ucraine. Secondo le autorità locali, 18 persone sono rimaste ferite, fra cui bambini. A Kyiv sono stati danneggiati edifici residenziali e magazzini; altri attacchi hanno interessato Odessa e Zaporizhzhia. Un giornalista Reuters a Kyiv ha confermato le esplosioni nella capitale.  Gli attacchi arrivano mentre resta sul tavolo la proposta americana di una moratoria reciproca contro le infrastrutture energetiche. La lettura. È la contraddizione centrale del negoziato: i segnali diplomatici esistono, ma non hanno ancora prodotto una riduzione stabile delle operazioni militari. L’Europa dovrebbe sostenere ogni accordo parziale verificabile — a partire dalla protezione delle infrastrutture energetiche e civili — senza confonderlo con una soluzione complessiva del conflitto. Reuters – nuovi attacchi russi su Kyiv, Odessa e Zaporizhzhia Hormuz: crollano i transiti, ma il petrolio arretra I fatti. Soltanto tre navi commerciali hanno attraversato ieri lo Strait of Hormuz, contro dodici il giorno precedente e una media di 17 negli ultimi dieci giorni. Anche il traffico attraverso Bab el-Mandeb è diminuito.  Nonostante questo dato, questa mattina il petrolio è in calo. A ridurre temporaneamente i timori sull’offerta contribuiscono soprattutto le indicazioni secondo cui l’Arabia Saudita sarebbe pronta a mettere sul mercato carichi aggiuntivi di greggio.  La situazione rimane però estremamente fragile: attacchi Houthi, operazioni saudite nello Yemen e difficoltà dei negoziati sul Golfo mantengono elevato il rischio geopolitico. La lettura. Il temporaneo calo del prezzo del petrolio non modifica il problema strutturale. La forte riduzione del traffico attraverso una delle principali arterie energetiche mondiali dimostra quanto l’economia europea rimanga vulnerabile alle crisi esterne. Reuters – soltanto tre navi attraversano HormuzReuters – il petrolio arretra sulle prospettive di maggiore offerta saudita I temi ricorrenti Tre questioni attraversano la stampa di oggi. La prima è l’ingresso della politica italiana nella fase preelettorale, anche se Meloni continua a escludere formalmente elezioni anticipate. Bollo auto, fiducia sulla legge elettorale, rapporti con Vannacci e mobilitazione della Lega vengono ormai letti da molte testate attraverso questa prospettiva.  La seconda è la politica estera come linea di frattura delle coalizioni. Nel centrodestra pesano Russia e Vannacci; nel centrosinistra il sostegno militare all’Ucraina divide Pd e M5S. La terza è l’autonomia strategica europea. Difesa comune, guerra ibrida, partnership con il Canada, Ucraina ed energia convergono nella stessa domanda: quanta capacità politica autonoma può sviluppare l’Unione in un ordine internazionale sempre meno stabile? Lettura conclusiva Da una sensibilità liberal-socialista e socialdemocratica, la scelta sul bollo auto va giudicata soprattutto sul terreno dell’efficacia e dell’equità. Ridurre una tassa sulla proprietà di un bene largamente diffuso può sostenere il reddito disponibile delle famiglie; ma un intervento finanziato per un solo anno non sostituisce una riforma fiscale strutturale. La priorità dovrebbe restare la riduzione del carico sul lavoro e sui redditi medio-bassi, accompagnata da coperture permanenti e trasparenti. Sulla legge elettorale occorre una cautela ancora maggiore. La stabilità degli esecutivi è un obiettivo legittimo, ma le regole della rappresentanza non dovrebbero essere trattate come una normale legge di maggioranza. Preferenze, premio, capilista bloccati e accesso delle nuove formazioni incidono direttamente sulla qualità della democrazia. Il passaggio più significativo della giornata viene però dall’Europa. Il progetto di un Consiglio europeo di sicurezza e la ricerca di un rapporto più stretto con il Canada indicano una direzione che una cultura riformista dovrebbe sostenere: più capacità europea di agire, non meno cooperazione internazionale. Autonomia strategica non significa equidistanza fra democrazie e autocrazie, ma capacità dell’Europa di difendere direttamente i propri interessi e valori. Per il centrosinistra italiano questo comporta una conseguenza precisa. Una proposta liberal-socialista e socialdemocratica può chiedere una più intensa iniziativa diplomatica sull’Ucraina, ma difficilmente può rinunciare al principio che un Paese aggredito abbia diritto a difendersi. Pace, sicurezza europea e diritto internazionale devono essere tenuti insieme. Il terreno riformista che emerge dalla giornata è dunque quello di libertà individuali, welfare efficace, responsabilità finanziaria, fiscalità equa, europeismo politico, sicurezza democratica e sostegno a un ordine internazionale fondato sulle regole….

Sui media mercoledì 16 settembre 2026

Sui media mercoledì 16 settembre 2026

Italia Legge elettorale: via libera del Senato, ma alla Camera resta il rischio dei franchi tiratori I fatti. Il Senato ha approvato ieri con 113 voti favorevoli e 71 contrari la nuova legge elettorale voluta dalla maggioranza. Il sistema diventa integralmente proporzionale, con un premio di governabilità per la coalizione che raggiunga almeno il 42% dei voti; sono previsti capilista bloccati e fino a tre preferenze per gli altri candidati. Il testo, modificato rispetto alla versione già approvata da Montecitorio, deve ora tornare alla Camera.  È proprio l’ultimo passaggio parlamentare a preoccupare il governo. Repubblica riferisce dei timori di Palazzo Chigi per eventuali voti segreti e della discussione sull’opportunità di ricorrere alla fiducia; La Stampa parla della tentazione di trasformare il voto in una prova di fedeltà della maggioranza, pur registrando la preferenza della premier per evitare forzature.  I commenti delle testate. Il Corriere della Sera mette in evidenza le numerose incognite che restano per Giorgia Meloni: il premio, l’indicazione del candidato premier, i capilista bloccati, le quote di genere e soprattutto la capacità della coalizione di arrivare compatta al voto. La testata sottolinea inoltre il rischio di una riduzione della rappresentanza femminile, perché le quote di genere non riguardano i capilista.  La valutazione istituzionale resta distinta da quella politica. Il ritorno delle preferenze aumenta la scelta degli elettori, ma solo parzialmente; premio di maggioranza, capilista bloccati e requisiti di accesso per i nuovi partiti meritano invece un esame rigoroso sotto il profilo della rappresentanza e del pluralismo. Reuters – il Senato approva la riforma elettoraleCorriere della Sera – i nodi ancora aperti della nuova leggeLa Stampa – il rischio del voto alla Camera Russia e NATO: un caccia italiano abbatte un drone nei cieli della Lituania I fatti. Un caccia italiano impegnato nella missione NATO di difesa aerea del Baltico ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lithuania dalla Bielorussia. Le autorità lituane riferiscono che il velivolo trasportava esplosivo; viene indicato come un probabile Geran-2 di origine russa.  Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato il valore della presenza italiana nella difesa collettiva NATO. L’episodio assume particolare rilievo perché arriva in una fase di ripetute intrusioni e incidenti nello spazio aereo e marittimo dei Paesi europei confinanti con Russia e Bielorussia.  Il riflesso politico italiano. Il Corriere osserva che l’episodio rende ancora più evidente una divisione interna alla maggioranza: Meloni e Forza Italia mantengono una posizione nettamente atlantica e favorevole al sostegno all’Ucraina, mentre Matteo Salvini continua a sostenere la necessità di riaprire il dialogo economico con Mosca. Ieri Salvini ha incontrato a Milano rappresentanti di imprese italiane ancora attive in Russia; l’ambasciatore russo in Italia ha salutato l’iniziativa come un ritorno al «realismo».  La distinzione necessaria è fra dialogo diplomatico e ambiguità strategica. Cercare canali con Mosca è utile; la difesa dello spazio NATO e il principio dell’inviolabilità delle frontiere europee non possono però essere oggetto di incertezza. Reuters – il caccia italiano abbatte il drone in Lituaniala Repubblica – Salvini e gli imprenditori italiani in Russia Centrosinistra: prende forma l’ipotesi Manfredi per l’area civica e moderata I fatti. Nel centrosinistra prosegue il confronto sulla futura coalizione. Il Riformista segnala l’ipotesi di una lista civica e moderata collegata al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, con l’obiettivo di riunire componenti oggi frammentate e raggiungere una consistenza elettorale significativa. La prospettiva viene descritta come potenzialmente compatibile sia con Giuseppe Conte sia con Matteo Renzi.  Repubblica registra contemporaneamente una riflessione di Massimo D’Alema sulla possibilità che il futuro candidato premier del centrosinistra possa provenire dall’esperienza dei sindaci, mentre lo stesso Manfredi considera preferibile evitare una competizione prematura sulle primarie.  Il commento. L’ipotesi segnala l’esistenza di un problema reale: il campo progressista deve trovare una rappresentanza per l’elettorato riformista, civico ed europeista che difficilmente si riconosce integralmente nelle posizioni del M5S o della sinistra più radicale. Ma una lista aggiuntiva ha senso soltanto se porta contenuti riconoscibili, non se diventa una semplice operazione elettorale. Il Riformista – l’ipotesi della lista Manfredila Repubblica – sindaci e leadership del centrosinistra Energia: petrolio a 108 dollari, Meloni chiede un intervento europeo I fatti. La pressione dell’energia sull’economia italiana continua ad aumentare. Il greggio si muove intorno ai 108 dollari al barile e il governo chiede all’Unione europea un intervento coordinato per limitare gli effetti dello shock. La Stampa riferisce di un pressing di Meloni sul presidente del Consiglio europeo António Costa.  Il governo continua nel frattempo con interventi temporanei sui carburanti. Domani sottolinea criticamente che la nuova proroga del taglio delle accise sul diesel rappresenta il quinto intervento di questo tipo e giudica insufficiente una strategia fondata prevalentemente su provvedimenti tampone.  La questione è resa più complessa dalla nuova pressione inflazionistica e dall’aumento dei tassi. L’Italia punta inoltre a mantenere sotto controllo nazionale le infrastrutture idroelettriche, considerate strategiche per la sicurezza energetica.  Il commento. Nel breve periodo proteggere famiglie e trasporti dallo shock è necessario. Nel medio periodo, però, la risposta non può consistere in una successione indefinita di sconti fiscali. Servono acquisti e infrastrutture europee comuni, diversificazione delle fonti, reti, rinnovabili e una strategia industriale energetica stabile. La Stampa – Meloni chiede all’Europa di intervenire sull’energiaDomani – petrolio, inflazione e interventi del governo Internazionale Ucraina: ipotesi di tregua energetica, ma gli attacchi continuano I fatti. Il Cremlino ha accolto favorevolmente la proposta americana di una moratoria reciproca sugli attacchi alle infrastrutture energetiche russe e ucraine. Mosca collega però un’eventuale intesa anche alla sicurezza della navigazione commerciale e alla rimozione delle sanzioni internazionali.  Volodymyr Zelenskyy si è dichiarato disponibile alla tregua se gli Stati Uniti potranno garantire che la Russia intenda effettivamente rispettarla. Nel frattempo, però, entrambi i Paesi continuano gli attacchi: la Russia ha colpito distributori e infrastrutture a Kyiv, mentre l’Ucraina ha attaccato una raffineria russa.  Sul fronte della sicurezza europea cresce inoltre l’allarme per le attività russe fuori dall’Ucraina. Il Dipartimento di Giustizia americano ha annunciato l’incriminazione di cinque persone nell’ambito di un’indagine su una rete riconducibile ai servizi russi accusata di pianificare omicidi mirati e azioni contro obiettivi nei Paesi che sostengono Kyiv. Le accuse dovranno naturalmente essere provate in sede giudiziaria.  La lettura. Una tregua sulle infrastrutture energetiche sarebbe un risultato limitato ma concreto, soprattutto alla vigilia dell’inverno. L’Europa dovrebbe favorirla, mantenendo però una distinzione netta fra negoziato diplomatico e concessioni preventive sulla sicurezza dell’Ucraina. Reuters – Mosca apre alla tregua energeticaReuters – gli attacchi continuano nonostante la proposta americana Iran: il Congresso americano torna a contestare la guerra I fatti. La Camera degli Stati Uniti ha approvato una terza risoluzione contraria alla prosecuzione della guerra contro l’Iran. Non è ancora chiaro se il Senato affronterà il provvedimento prima delle elezioni di midterm.  La crisi continua intanto ad allargarsi. L’Arabia Saudita riferisce di avere abbattuto un drone diretto verso La Mecca; gli Houthi negano la responsabilità. I colloqui regionali sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz restano in difficoltà, mentre il traffico marittimo è drasticamente inferiore ai livelli precedenti al conflitto.  Il commento delle testate. Domani, nel quarto anniversario della morte di Mahsa Amini, richiama anche una dimensione che la guerra rischia di oscurare: la domanda di libertà, diritti delle donne e democratizzazione proveniente dalla società iraniana.  È un punto importante. Contrastare le politiche aggressive del regime iraniano non dovrebbe significare dimenticare la società civile iraniana né confondere il governo con la popolazione. Domani – il Congresso USA e la guerra con l’IranDomani – quattro anni da Mahsa Amini Svezia: centrosinistra in vantaggio, ma resta una maggioranza difficile I fatti. Dopo le elezioni di domenica, il blocco di centrosinistra guidato dalla socialdemocratica Magdalena Andersson conserva un vantaggio molto ristretto sul centrodestra. Il risultato definitivo dipende ancora dal completamento dello scrutinio, ma l’arretramento dei Democratici Svedesi ha ridotto la possibilità di un loro ingresso diretto al governo.  La lettura. Il risultato svedese non cancella l’avanzata della destra radicale registrata altrove in Europa. Dimostra però che una socialdemocrazia con credibilità di governo può ancora competere quando combina welfare, sicurezza e gestione dell’immigrazione senza rinunciare allo Stato di diritto. Reuters – il centrosinistra svedese resta in vantaggio I temi ricorrenti Il primo è la stabilità delle democrazie europee. La legge elettorale italiana, il risultato svedese e la crescita delle destre radicali mostrano sistemi politici alla ricerca di un equilibrio fra governabilità e rappresentanza. Il secondo è la sicurezza europea. L’abbattimento del drone in Lituania porta la guerra ucraina direttamente nello spazio NATO e rende meno astratta la discussione italiana su difesa, Russia e sostegno a Kyiv. Il terzo è il costo sociale della geopolitica. Petrolio a 108 dollari, inflazione e tassi dimostrano che guerra e politica economica sono ormai strettamente collegate. Il quarto è la ricerca di uno spazio riformista. Le ipotesi attorno a Manfredi e il confronto interno al centrosinistra indicano una domanda di rappresentanza europeista e moderatamente progressista che rimane politicamente aperta. Lettura conclusiva Da una sensibilità liberal-socialista e socialdemocratica, la giornata pone anzitutto una questione di responsabilità europea. L’episodio del drone abbattuto da un caccia italiano dimostra che la sicurezza dell’Europa non è un tema astratto. Difendere lo spazio NATO e sostenere l’Ucraina non impedisce di cercare un negoziato con Mosca; al contrario, una diplomazia efficace richiede chiarezza sulle condizioni della sicurezza comune. Sul piano interno, la legge elettorale dovrebbe essere giudicata meno sulla convenienza immediata dei partiti e più sulla qualità della democrazia che produce. Preferenze e governabilità sono obiettivi legittimi; devono però convivere con pluralismo, rappresentanza femminile, accessibilità della competizione e rispetto delle prerogative costituzionali. La crisi energetica ripropone infine un tema tipicamente socialdemocratico: proteggere il reddito delle persone senza rinunciare alla trasformazione strutturale dell’economia. Gli sconti sui carburanti possono essere necessari nell’emergenza, ma non sostituiscono una politica energetica europea comune capace di ridurre la dipendenza dalle crisi geopolitiche. Per un’area riformista italiana emerge quindi un terreno abbastanza preciso: europeismo non retorico, sicurezza dentro lo Stato di diritto, sostegno all’Ucraina accompagnato dalla diplomazia, conti pubblici sostenibili, politica industriale, welfare e libertà individuali. La questione non è soltanto trovare una collocazione elettorale per questo spazio, ma trasformarlo in un progetto politico riconoscibile….

La lezione di Saragat

La lezione di Saragat

Considerazioni sull’iniziativa della Fondazione Saragat. di Angelo Coco Ricordare Giuseppe Saragat oggi non significa soltanto rendere omaggio a una grande figura della storia repubblicana. Significa interrogarsi sul presente dell’Europa e sul suo ruolo nel mondo. Ecco perchè l’iniziativa della Fondazione Saragat, prevista per domani, rappresenta un momento di riflessione importante e il doveroso omaggio a una figura che troppo spesso risulta marginalizzata ricordando la storia del nostro paese.Viviamo una fase nella quale i tradizionali legami tra Europa e Stati Uniti appaiono meno solidi, mentre il continente europeo mostra evidenti difficoltà nel trasformare la propria forza economica e civile in autentica capacità politica.Eppure il mondo ha bisogno dell’Europa: di una Europa capace di difendere la democrazia, il diritto internazionale, la libertà e la dignità della persona. Per farlo, però, l’Europa deve superare questa lunga fase di attendismo e tornare ad essere decisionista, autorevole e protagonista.In questo quadro, la lezione di Giuseppe Saragat acquista una sorprendente attualità. Egli visse gli anni difficili del dopoguerra e della Guerra fredda assumendo posizioni nette, spesso coraggiose, nella consapevolezza che l’Italia dovesse ancorare il proprio futuro alle democrazie occidentali.Il suo atlantismo non fu mai semplice subordinazione agli Stati Uniti, ma scelta di campo a favore della libertà, della democrazia parlamentare e dell’Occidente democratico.Allo stesso modo, il suo europeismo non fu un richiamo astratto o retorico. Saragat comprese che l’Europa avrebbe potuto contare nel mondo soltanto superando divisioni nazionali, debolezze e particolarismi.La sua idea di Europa era politica prima ancora che economica: una comunità capace di decidere, di assumersi responsabilità, di parlare con una voce riconoscibile nelle grandi questioni internazionali.Oggi quella visione torna ad essere centrale. In una fase di crescente instabilità geopolitica, l’Europa non può limitarsi a reagire alle decisioni altrui.Deve ritrovare la capacità di elaborare una propria strategia, rafforzare la propria autonomia politica e assumere un ruolo più incisivo nella difesa, nella politica estera, nell’economia e nella tutela dei valori democratici.Ricordare Saragat significa quindi recuperare il valore della scelta politica, della chiarezza delle alleanze e della responsabilità europea.Significa comprendere che atlantismo ed europeismo non sono necessariamente in contraddizione, ma possono costituire i due pilastri di una stessa visione democratica e occidentale.L’Europa deve continuare a dialogare con gli Stati Uniti, ma deve farlo con maggiore forza, consapevolezza e autonomia.Deve tornare ad essere soggetto politico e non soltanto spazio economico o regolatorio.La lezione di Saragat ci ricorda che nei momenti difficili della storia non basta amministrare il presente: occorre avere il coraggio di indicare una direzione.Oggi quella direzione passa ancora una volta da un’Europa più unita, più politica e più capace di decidere.Una Europa che non rinunci al rapporto transatlantico, ma che sia finalmente in grado di stare nel mondo con una propria voce.È anche per questo che tornare a riflettere sulla figura e sulle scelte di Giuseppe Saragat non è un esercizio di memoria, ma una riflessione sul futuro dell’Europa….

Sui media martedì 15 settembre 2026

Sui media martedì 15 settembre 2026

Italia Campo largo: sull’Ucraina emerge la frattura più difficile I fatti. La politica estera diventa il principale ostacolo alla costruzione dell’alternativa al centrodestra. Giuseppe Contesta preparando “Nova”, la manifestazione programmatica del M5S prevista sabato a Milano, confermando una linea contraria alla prosecuzione dell’invio di armi a Kyiv.  La posizione si scontra con quella di Elly Schlein, che ha ribadito il sostegno al popolo ucraino aggredito dalla Russia e la necessità di accompagnarlo con una più forte iniziativa diplomatica europea. Nel Pd interviene oggi anche il senatore Alessandro Alfieri, chiedendo che l’eventuale programma della coalizione trovi una sintesi «senza ambiguità» sul sostegno all’Ucraina.  I commenti delle testate. Repubblica presenta la scelta di Conte come una vera sfida programmatica al Pd. Il Foglioparla apertamente di un “duello” Conte-Schlein e sottolinea la forte reazione dell’area riformista democratica. Il Fatto Quotidiano legge invece la preparazione di Nova soprattutto come rilancio della battaglia pacifista del leader M5S, collegandola anche alle tensioni sulla legge elettorale.  La questione è più importante della disputa sulle primarie. Una coalizione può contenere sensibilità diverse, ma difficilmente può presentarsi al governo senza una posizione sufficientemente condivisa su guerra, difesa europea, NATO e rapporti con la Russia. la Repubblica – Conte e il programma M5S sull’UcrainaIl Foglio – il duello Conte-Schlein su KyivIl Fatto Quotidiano – Conte prepara Nova Legge elettorale: oggi il voto finale del Senato I fatti. La nuova legge elettorale arriva oggi al voto conclusivo di Palazzo Madama. Il testo introduce nuovamente le preferenze — fino a tre per lista — mantenendo però capilista bloccati; resta inoltre la contestata norma che aumenta fino a 6-7 mila per collegio le firme richieste alle nuove formazioni non rappresentate in Parlamento.  Il provvedimento dovrà poi tornare alla Camera. I commenti delle testate. Le testate vicine alla maggioranza, fra cui Il Giornale, sottolineano soprattutto il ritorno delle preferenze e quindi della possibilità per gli elettori di indicare direttamente i candidati. Le opposizioni insistono invece sui capilista bloccati e sull’aumento delle firme, considerato un ostacolo all’ingresso di nuove formazioni.  Il ritorno delle preferenze aumenta certamente la possibilità di scelta degli elettori. Più problematica appare una disciplina delle firme che, se eccessivamente onerosa, rischia di restringere il pluralismo. Le regole elettorali dovrebbero trovare un equilibrio stabile fra governabilità, rappresentanza e apertura della competizione. Manovra: tredicesime, carburanti e denatalità I fatti. Il cantiere della legge di bilancio si allarga. Fra le ipotesi allo studio torna la detassazione delle tredicesime, mentre il Ministero dell’Economia lavora agli aiuti selettivi contro il caro-carburanti. Poiché il nuovo meccanismo non è ancora pronto, viene valutata una proroga temporanea dello sconto sul diesel.  Il problema demografico accompagna il confronto. La Stampa richiama oggi il nuovo Demography Report europeo e intervista la demografa Alessandra Minello: l’indicazione è che il calo della popolazione non possa essere affrontato prevalentemente attraverso bonus alla natalità, ma richieda un adattamento strutturale di welfare, lavoro e servizi.  Il commento. È probabilmente il punto più interessante per la politica economica italiana. Gli incentivi monetari possono alleviare costi immediati, ma natalità e autonomia dei giovani dipendono soprattutto da occupazione stabile, salari, abitazione, servizi per l’infanzia e distribuzione del lavoro di cura. Una politica familiare efficace dovrebbe quindi essere parte della riforma del welfare, non una successione di bonus. La Stampa – le ipotesi sulla detassazione delle tredicesimeLa Stampa – carburanti e proroga dello sconto sul dieselLa Stampa – denatalità e nuovo welfare Mattarella sull’intelligenza artificiale: innovazione e disuguaglianze I fatti. Sergio Mattarella richiama oggi l’attenzione sui rischi dell’intelligenza artificiale, insistendo sulla necessità che l’essere umano mantenga il controllo delle tecnologie e mettendo in guardia dalla possibilità che la trasformazione digitale allarghi ulteriormente le disuguaglianze.  Il governo insiste parallelamente sulla necessità di sviluppare capacità tecnologiche nazionali ed europee e sulla “sovranità” nell’AI. Il commento. Le due esigenze non sono necessariamente contrapposte. L’Europa rischierebbe di perdere competitività se regolasse l’AI senza svilupparla; rischierebbe però di aumentare le disuguaglianze se l’innovazione procedesse senza politiche su formazione, lavoro, concorrenza e accesso alle tecnologie. La questione è quindi governare la trasformazione, non scegliere fra innovazione e regolazione. La Stampa – Mattarella sui rischi dell’intelligenza artificiale Internazionale Ucraina: possibile tregua sugli impianti energetici I fatti. Si apre un nuovo, limitato spazio diplomatico nella guerra fra Ukraine e Russia. Volodymyr Zelenskyy si è detto disponibile ad aderire a una proposta americana per interrompere reciprocamente gli attacchi contro le infrastrutture energetiche, a condizione che Washington possa garantire la reale volontà russa di rispettare l’intesa.  Il Cremlino ha accolto favorevolmente l’invito di Donald Trump a fermare gli attacchi ucraini contro le infrastrutture russe del diesel. Kyiv sostiene che gli attacchi alle raffinerie servano ad aumentare il costo economico dell’aggressione russa; Mosca chiede invece la protezione delle infrastrutture economiche.  La lettura. Un’intesa circoscritta all’energia non sarebbe una pace, ma potrebbe rappresentare una prima misura concreta di de-escalation e ridurre i costi della guerra per la popolazione civile. L’Europa dovrebbe sostenerla senza trasformarla in un alibi per ridurre prematuramente la capacità di difesa ucraina. Reuters – Zelensky apre alla tregua sulle infrastrutture energetiche Ucraina: nuovo scontro sulle istituzioni anticorruzione I fatti. Zelensky ha chiesto al Parlamento di accettare rapidamente le dimissioni del procuratore generale Ruslan Kravchenko. La decisione arriva nel mezzo di un duro conflitto fra la Procura e le agenzie indipendenti anticorruzione NABU e SAPO.  Kravchenko non è personalmente incriminato, ma un’inchiesta coinvolge un funzionario del suo ufficio. La Procura ha a sua volta mosso accuse nei confronti del vertice della NABU. La lettura. È un dossier che l’Europa non dovrebbe considerare secondario rispetto alla guerra. Il sostegno a Kyiv e il percorso verso l’adesione all’UE richiedono contemporaneamente difesa dall’aggressione russa e consolidamento dello Stato di diritto. Le due condizioni si rafforzano, non si escludono. Reuters – Zelensky e lo scontro sulle istituzioni anticorruzione Hormuz: soltanto quattro navi in transito, petrolio verso 107 dollari I fatti. La crisi del Golfo resta il maggiore rischio immediato per l’economia internazionale. Lunedì soltanto quattro navi commerciali di materie prime hanno attraversato lo Strait of Hormuz, contro dieci il giorno precedente e una media di circa 125 transiti giornalieri prima della guerra. Anche il traffico attraverso Bab el-Mandeb continua a diminuire.  Il Brent è salito questa mattina intorno ai 107 dollari al barile. A pesare è anche l’interruzione dell’oleodotto saudita East-West, capace normalmente di trasportare circa quattro milioni di barili al giorno aggirando Hormuz.  Gli Houthi hanno inoltre lanciato nuovi missili e droni contro l’Arabia Saudita, provocando secondo le autorità saudite 13 feriti civili. I colloqui promossi dall’Oman fra Iran e Stati del Golfo sono stati rinviati.  La lettura. L’effetto europeo è già evidente: energia più cara, nuova pressione sull’inflazione e maggiori probabilità di politiche monetarie restrittive. La sicurezza energetica torna così a essere contemporaneamente politica estera, industriale e sociale. Reuters – crolla il traffico attraverso HormuzReuters – petrolio in rialzo e oleodotto saudita fermo Svezia: arretra la destra radicale, centrosinistra verso la maggioranza I fatti. Il risultato delle elezioni svedesi si consolida a favore del centrosinistra. Il blocco guidato dalla socialdemocratica Magdalena Andersson è proiettato verso 176 seggi su 349, contro 173 del centrodestra. Il conteggio definitivo comprende ancora i voti dall’estero.  Il dato politico più netto è l’arretramento dei Sweden Democrats, scesi al 17,6%, circa tre punti in meno rispetto alle precedenti elezioni.  La lettura. Il risultato non dimostra che la spinta della destra radicale in Europa sia esaurita: Germania e Svezia forniscono indicazioni opposte a distanza di pochi giorni. Mostra però che una socialdemocrazia con credibilità di governo può ancora competere, soprattutto quando combina welfare, sicurezza e gestione dell’immigrazione senza assumere integralmente l’impostazione identitaria della destra radicale. Reuters – l’arretramento dei Democratici Svedesi I temi ricorrenti Tre temi dominano la giornata. Il primo è la politica estera come nuovo discrimine della politica italiana. Il confronto Conte-Schlein dimostra che Ucraina, difesa europea e rapporto con la Russia non sono più temi riservati agli specialisti: possono determinare la possibilità stessa di costruire una coalizione di governo. Il secondo è la protezione sociale dagli shock esterni. Petrolio, carburanti, tassi e demografia convergono sulla stessa domanda: come proteggere famiglie e lavoro senza moltiplicare interventi temporanei e compromettere i conti pubblici. Il terzo è la capacità delle democrazie di governare le trasformazioni. Intelligenza artificiale, immigrazione, guerra e transizione energetica richiedono istituzioni capaci di innovare e contemporaneamente ridurre le disuguaglianze. Lettura conclusiva Da una sensibilità liberal-socialista e socialdemocratica, il confronto nel centrosinistra sull’Ucraina non dovrebbe essere rinviato alle primarie. Una coalizione che aspira a governare deve stabilire prima quale politica estera intenda perseguire. È possibile — e necessario — combinare sostegno al diritto dell’Ucraina a difendersi e iniziativa diplomatica europea, evitando tanto l’idea di una guerra senza orizzonte politico quanto quella di una pace ottenuta imponendo all’aggredito le condizioni dell’aggressore. La stessa ricerca di equilibrio vale sul piano sociale. Carburanti e denatalità mostrano i limiti di una politica fondata prevalentemente sui bonus. Un welfare moderno dovrebbe investire maggiormente in servizi, lavoro femminile, autonomia dei giovani, assistenza agli anziani e politiche abitative. La protezione sociale deve anticipare i problemi, non limitarsi a compensarli dopo che si sono prodotti. Il risultato svedese suggerisce infine una possibile indicazione per la socialdemocrazia europea: welfare e sicurezza non devono essere considerati temi alternativi. Una politica progressista può governare l’immigrazione, garantire sicurezza e difendere le libertà individuali; può sostenere il mercato e contemporaneamente correggerne le disuguaglianze. È questo anche il terreno possibile di un’area riformista italiana: europeismo, Stato di diritto, responsabilità finanziaria, crescita, welfare, diritti individuali e sicurezza democratica. La condizione è trasformare questi principi in un programma sufficientemente preciso da non essere soltanto la somma delle distanze dai due poli….

Saragat: Stati Uniti d’Europa e scelta atlantista. Mercoledì 16 alla Camera il Convegno della Fondazione a lui dedicata.

Saragat: Stati Uniti d’Europa e scelta atlantista. Mercoledì 16 alla

Il Presidente della Fondazione Saragat, Umberto Costi ricorda gli anni di Saragat: «Con Saragat, l’Europa è un progetto di libertà, giustizia sociale e responsabilità internazionale» Prima uscita istituzionale della Fondazione Giuseppe Saragat con la presidenza Costi. Mercoledì prossimo alle ore 15.00, presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati, il convegno “Giuseppe Saragat. Stati Uniti d’Europa e la scelta atlantista. Ieri, oggi e domani” con Annarita Patriarca, Umberto Costi, Giorgio Benvenuto, Pino Bicchielli, Stefania Craxi, Piercamillo Falasca, Federico Fornaro, Luigi Marattin, Massimo Mota, Pina Picierno, Ettore Rosato e Valdo Spini. L’incontro sarà moderato da Claudio Melchiorre, notista de L’Opinione. La fondazione ha proposto di approfondire la visione di Giuseppe Saragat per un’Europa unita, che coniughi rappresentanza, sovranità, libertà, giustizia sociale e responsabilità internazionale. “Bisogna rilanciare il superamento dei limiti dell’attuale integrazione europea e affrontare le trasformazioni degli equilibri mondiali. La strada fu tracciata già da Giuseppe Saragat che fu decisivo per la collocazione atlantica dell’Italia. Ma il suo progetto non è concluso. Libertà, giustizia sociale, solidarietà internazionale sono ancora obiettivi da raggiungere in un’Italia che li ha smarriti. Questi temi devono essere riproposti con forza. La socialdemocrazia richiede libertà individuale e senza reale democrazia, la libertà è privilegio di pochi. Per questo – conclude Costi – gli Stati Uniti d’Europa sono un progetto politico necessario.” L’accesso alla Sala Matteotti sarà consentito a partire dalle ore 14.45, fino al raggiungimento della capienza massima. È richiesto abbigliamento consono e, per gli uomini, giacca obbligatoria. Per prenotare un posto in sala, contattare paola.nappo@camera.it, entro e non oltre il 15 settembre 2026….

Sui media lunedì 14 settembre 2026

Sui media lunedì 14 settembre 2026

Italia Centrosinistra: Schlein e Conte, il nodo non è più soltanto la leadershipI fatti. Il confronto nel centrosinistra entra in una fase più esplicita. Chiudendo la Festa dell’Unità, Elly Schlein ha dichiarato il Pd pronto alle elezioni e alle eventuali primarie, rivendicando contemporaneamente il ruolo centrale dei democratici nella coalizione. Sulla politica estera ha confermato il sostegno all’Ucraina.Giuseppe Conte pone invece una condizione politicamente impegnativa: il M5S non considera possibile costruire il campo largo continuando con nuovi invii di armi a Kyiv. Chiede inoltre primarie in tempi rapidi e respinge l’automatismo secondo cui la guida della coalizione dovrebbe spettare al leader del partito più votato. La posizione ha provocato una dura reazione dell’area riformista del Pd. Repubblica registra questa mattina lo scontro fra Conte e i democratici favorevoli alla prosecuzione del sostegno militare all’Ucraina. I commenti delle testate. La Stampa descrive la chiusura della Festa dell’Unità come un’accelerazione della candidatura politica di Schlein, mentre Il Giornale legge le mosse di Conte come un tentativo di condizionare contemporaneamente leadership e programma della coalizione. Il Fatto Quotidiano dà invece particolare rilievo alla convergenza fra Conte e una parte della base democratica contraria all’invio di nuove armi. Il problema è sostanziale. Le primarie possono scegliere un candidato, ma non possono eliminare una divergenza strategica sulla collocazione internazionale dell’Italia. Prima delle persone, il centrosinistra deve quindi chiarire quale politica europea, atlantica e di sicurezza intenda proporre. ANSA – Schlein: pronti al voto, sostegno all’Ucraina continuaIl Fatto Quotidiano – Conte pone il nodo delle armi all’Ucrainala Repubblica – lo scontro fra Conte e i riformisti Pd Elezioni: la data del voto diventa parte della strategia politicaI fatti. Dopo le ipotesi circolate nelle ultime settimane su un possibile voto anticipato nel 2027, il governo non indica una data. Repubblica sostiene oggi che questa indeterminatezza sia diventata anche uno strumento politico: non conoscere il momento delle elezioni rende più difficile per le opposizioni stabilire tempi e modalità delle primarie e della scelta del candidato premier.Ignazio La Russa ha intanto invitato il centrodestra a non sottovalutare l’opposizione, considerandola una minaccia elettorale concreta. Il commento. Che la data delle elezioni produca calcoli tattici è inevitabile. Sarebbe però preferibile che il confronto politico dei prossimi mesi riguardasse soprattutto programmi e priorità: crescita, debito, sanità, salari, energia, immigrazione e ruolo dell’Italia in Europa. Manovra: giovani e ceto medio al centro delle prime ipotesiI fatti. Comincia a delinearsi la legge di bilancio. Domani segnala oggi misure allo studio rivolte soprattutto a giovani e ceto medio e collega questa selezione anche all’avvicinarsi delle elezioni. Fra le ipotesi viene richiamata la cosiddetta “start tax”, una fiscalità agevolata sugli aumenti salariali.Il commento della testata. Domani definisce l’impostazione una “manovra elettorale” e parla di interventi mirati verso specifici segmenti dell’elettorato. È una valutazione editoriale; l’efficacia delle misure dovrà essere giudicata quando saranno disponibili importi, platee e coperture. Da una prospettiva di politica economica, incentivare salari e occupazione giovanile risponde comunque a due debolezze strutturali italiane. La questione decisiva sarà evitare bonus frammentari e privilegiare interventi capaci di incidere stabilmente su lavoro, produttività e redditi. Emma Bonino: oggi i funerali di StatoI fatti. Dopo la camera ardente in Campidoglio, oggi l’Italia saluta Emma Bonino con i funerali di Stato. Ieri numerosi cittadini ed esponenti politici di orientamenti diversi hanno reso omaggio alla leader radicale.La Stampa descrive la partecipazione alla camera ardente come un “pellegrinaggio laico”, nel quale sono ricorsi soprattutto tre elementi della sua esperienza politica: diritti civili, europeismo e concezione della politica come battaglia di minoranza capace di modificare nel tempo il senso comune. Domani ricorda anche la campagna “Emma for President” del 1999, uno dei momenti nei quali Bonino tentò di modificare le tradizionali modalità della politica italiana attraverso una mobilitazione diretta dell’opinione pubblica. Il commento. La quantità e trasversalità dei riconoscimenti contrasta con la frammentazione politica dell’area radicale, liberal-democratica ed europeista. È forse questo il principale interrogativo lasciato dalla sua scomparsa: come trasformare una cultura politica ancora riconosciuta in una presenza organizzata e politicamente influente. la Repubblica – l’ultimo saluto a Emma BoninoLa Stampa – l’omaggio alla camera ardente. Internazionale Internazionale Svezia: centrosinistra avanti di tre seggi, ma il risultato resta aperto I fatti. Le elezioni di ieri in Sweden hanno prodotto un risultato estremamente equilibrato. Con lo scrutinio quasi completato, il blocco di centrosinistra guidato dalla socialdemocratica Magdalena Andersson dispone di 176 seggi contro 173 del centrodestra. Il risultato definitivo arriverà però soltanto dopo il conteggio dei voti dall’estero, previsto entro mercoledì.  I Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson, formazione della destra radicale, arretrano e potrebbero perdere seggi per la prima volta durante la sua lunga leadership. Il premier conservatore Ulf Kristersson aveva aperto alla loro partecipazione diretta al governo.  I commenti delle testate. La Stampa sintetizza il risultato come una scelta a favore dello Stato sociale e una frenata dell’ultradestra. Repubblica utilizza una lettura più prudente: parla di arresto dell’“onda nera”, ma sottolinea che la formazione del governo rimane incerta. Anche Libero registra l’arretramento della destra radicale e il sostanziale testa a testa fra i blocchi.  La lettura richiede cautela. Il centrosinistra è avanti, ma il Paese rimane quasi perfettamente diviso. Inoltre la stessa coalizione di Andersson presenta differenze importanti su immigrazione e politica economica.  Reuters – centrosinistra in vantaggio nelle elezioni svedesi Ucraina: la guerra economica prepara un inverno difficile I fatti. Con il fronte terrestre sostanzialmente bloccato, Russia e Ucraina stanno intensificando gli attacchi contro infrastrutture economiche, energetiche e logistiche. Reuters segnala che questa evoluzione rischia di rendere particolarmente difficile il prossimo inverno ucraino.  Mosca ha intensificato gli attacchi contro reti energetiche, depositi di carburante e infrastrutture civili; Kyiv continua a colpire raffinerie e strutture logistiche russe. La guerra assume quindi sempre più una dimensione di logoramento economico oltre che militare.  In Italia questa evoluzione si intreccia direttamente con il confronto politico nel centrosinistra. La divergenza non riguarda più soltanto quanto a lungo sostenere Kyiv, ma quale rapporto debba esistere fra sostegno militare e iniziativa negoziale. La lettura. L’Europa dovrebbe evitare una falsa alternativa. Una diplomazia credibile richiede la ricerca attiva di un negoziato; ma un negoziato equilibrato richiede anche che l’Ucraina non venga privata della capacità di difendersi mentre continuano gli attacchi russi. Reuters – l’Ucraina si prepara a un inverno difficile Hormuz: rinviato il negoziato, petrolio ancora in rialzo I fatti. La prevista riunione in Oman fra Iran e Paesi del Golfo per discutere una possibile intesa sullo Strait of Hormuz è stata rinviata. È un segnale negativo per il tentativo di ridurre le tensioni sulla principale arteria energetica mondiale.  Contemporaneamente il petrolio è aumentato di oltre il 3% dopo nuovi attacchi Houthi contro obiettivi sauditi e nuovi attacchi iraniani nell’area dello Stretto.  La crisi ha ormai un effetto diretto sull’economia europea: energia più costosa alimenta l’inflazione e contribuisce alla nuova fase restrittiva della politica monetaria. La lettura. L’Europa ha un interesse vitale alla riapertura del negoziato. La protezione della libertà di navigazione resta necessaria, ma una stabilizzazione duratura dello Stretto non può essere ottenuta esclusivamente sul piano militare. Reuters – rinviato il negoziato su HormuzReuters – petrolio in rialzo dopo i nuovi attacchi I temi ricorrenti Il primo è la difficoltà delle coalizioni politiche. In Italia il campo largo deve sciogliere i nodi su leadership e Ucraina; in Svezia un margine di appena tre seggi separa due blocchi a loro volta attraversati da differenze programmatiche. Il secondo è la questione sociale come terreno centrale della competizione democratica. Salari, giovani, welfare, casa e sicurezza economica stanno tornando al centro tanto della manovra italiana quanto del confronto politico europeo. Il terzo è il rapporto fra sicurezza e politica estera. Ucraina e Medio Oriente mostrano che la politica internazionale produce conseguenze immediate su energia, inflazione, bilanci pubblici e quindi sostenibilità dello Stato sociale. Lettura conclusiva Da una sensibilità liberal-socialista e socialdemocratica, il risultato svedese offre un’indicazione interessante ma non autorizza conclusioni trionfalistiche. La socialdemocrazia può ancora competere con successo quando riesce a presentarsi come forza di governo, difendere il welfare e contemporaneamente confrontarsi con sicurezza e immigrazione. Il margine ridottissimo dimostra però che le società europee restano profondamente divise. Per il centrosinistra italiano la questione è ancora più evidente. Una coalizione non può affidare alle primarie la soluzione di divergenze strategiche irrisolte. Sul sostegno all’Ucraina, sulla difesa europea, sulla politica economica e sul rapporto con l’impresa occorre trovare prima un terreno sufficientemente comune. La leadership viene dopo. La discussione sulla manovra offre contemporaneamente un terreno sul quale costruire una proposta riformista riconoscibile: meno interventi occasionali e più politiche strutturali per salari, occupazione giovanile, produttività, sanità e casa. La sostenibilità finanziaria non è alternativa alla giustizia sociale: è la condizione perché il welfare possa durare. L’eredità di Emma Bonino aggiunge infine un elemento essenziale. Un progetto progressista credibile non può limitarsi alla redistribuzione economica: deve tenere insieme libertà individuali, Stato di diritto, europeismo e protezione sociale. È precisamente questa combinazione che può distinguere una cultura liberal-socialista e socialdemocratica sia dal nazionalismo delle destre radicali sia dalle tentazioni populiste presenti anche nel campo progressista. Fonti consultate. Per questa edizione sono state ricercate le pubblicazioni del 14 settembre 2026 di Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, La Stampa, Il Riformista, Domani, Libero, Il Giornale, Dagospia, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano, oltre ad ANSA, Reuters e altre fonti nazionali e internazionali….

Da “Il Riformista” – Alla Camera dei deputati convegno su Saragat

Umberto Costi Segretario Nazionale

Rieletto all’unanimità al Congresso di Roma del giugno 2025

Antonio Esposito Presidente Nazionale

Eletto Presidente all’unanimità al Congresso di Roma del giugno 2025

Tesseramento 2026

“Se perdete la speranza, in un modo o nell’altro, perderete quella vitalità che rende degna la vita… Ecco perché io ho ancora un sogno.”
Martin Luther King