Italia

Energia: Schlein apre al confronto con Meloni e divide il campo largo

I fatti. È il tema politico italiano più significativo della mattinata. Elly Schlein ha proposto al governo un confronto sull’emergenza energetica e sull’utilizzo di circa 14 miliardi di euro entro il 2028 per accelerare la transizione. Fra le proposte del Pd figurano interventi per pompe di calore, efficientamento delle case popolari, elettrificazione dei processi industriali, trasporto pubblico e sistemi di accumulo. Giorgia Meloni ha risposto dichiarandosi disponibile ad approfondire le proposte. 

L’iniziativa ha però aperto immediatamente una frattura nell’opposizione. Giuseppe Conte sostiene che non esistano le condizioni per collaborare con il governo; Angelo Bonelli di Avs definisce «incomprensibile» l’apertura della segretaria democratica. 

I commenti delle testate. Repubblica mette in primo piano proprio il contrasto nel campo largo e riferisce dello stupore di Schlein per il «fuoco amico», sottolineando che la segretaria considera la propria iniziativa un confronto su un’emergenza nazionale e non una trattativa politica con Meloni. Il Fatto Quotidiano evidenzia invece la mancata condivisione preventiva della proposta con M5S e Avs. 

La vicenda pone una questione politica più ampia: se sulle emergenze economiche e strategiche debba prevalere sempre la logica maggioranza-opposizione oppure possano esistere terreni circoscritti di confronto istituzionale. Energia e politica industriale sono probabilmente fra questi.

ANSA – l’apertura di Schlein e le reazioni del campo largo
la Repubblica – Meloni e Schlein, confronto sull’energia
Il Fatto Quotidiano – le divisioni nell’opposizione

Bollo auto: 2,4 miliardi nel 2027, il governo cerca le coperture per renderlo strutturale

I fatti. Il decreto sull’esenzione dal bollo per oltre 14 milioni di veicoli è arrivato in Gazzetta Ufficiale. Il costo stimato è di poco inferiore ai 2,4 miliardi di euro per il 2027; circa 1,7 miliardi dovrebbero provenire da economie individuate nei capitoli del PNRR. Il governo dichiara di voler rendere successivamente strutturale la misura e valuta ulteriori agevolazioni per le famiglie numerose. 

Resta parallelamente in vigore il sostegno sui carburanti: dal 18 settembre lo sconto sulle accise viene ridotto a 12,2 centesimi al litro e successivamente dovrebbe diminuire ancora, prima dell’entrata in funzione del meccanismo delle accise mobili. 

I commenti delle testate. Repubblica pubblica questa mattina un commento fortemente critico che interpreta l’abolizione del bollo come un intervento determinato dalle difficoltà elettorali della maggioranza. Il Fatto insiste sul carattere temporaneo delle coperture e sull’effetto distributivo degli interventi generalizzati sui carburanti. La Stampa privilegia oggi anche il profilo pratico dell’agevolazione, illustrandone beneficiari, potenza dei veicoli e risparmi. 

Il fatto da separare dai giudizi politici è semplice: l’agevolazione per il 2027 dispone di una copertura indicata; per renderla permanente occorrerà invece individuare risorse altrettanto permanenti.

ANSA – costi e coperture dell’abolizione del bollo
Il Fatto Quotidiano – accise e caro carburanti

Sondaggi: il campo largo supera il 42%, Vannacci davanti a Forza Italia

I fatti. La nuova Supermedia YouTrend/Agi del 17 settembre attribuisce al centrosinistra, comprendendo Italia Viva, il 42,3%, contro il 40,7% del centrodestra. È un dato politicamente rilevante perché il 42% è precisamente la soglia prevista dalla nuova legge elettorale per l’assegnazione del premio di maggioranza. 

Fratelli d’Italia rimane largamente il primo partito al 26,6%; il Pd è al 21,1%, il M5S al 12,5%. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci raggiunge il 7,7% e, nella media dei sondaggi, supera per la prima volta Forza Italia, indicata al 7,4%. La Lega è al 5,6%. 

Il commento. Sono medie di sondaggi, non previsioni del risultato elettorale, e la distanza fra le coalizioni rimane contenuta. Il dato conferma tuttavia due tendenze: la nuova legge rende decisiva la capacità di costruire coalizioni; la crescita di Vannacci modifica contemporaneamente gli equilibri interni al centrodestra.

Il Fatto Quotidiano – la Supermedia YouTrend/Agi

Lega: alla vigilia di Pontida Salvini cerca una tregua con i governatori

I fatti. Matteo Salvini ha incontrato Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti alla vigilia di Pontida. Il confronto riguarda soprattutto la richiesta degli amministratori settentrionali di dare maggiore peso ai territori nella gestione del partito. Salvini ha aperto alla discussione su un modello maggiormente confederale, senza però assumere per ora impegni definitivi sulla nuova struttura dirigente. 

I commenti delle testate. La Stampa parla di una «mano tesa» di Salvini ai governatori, ma descrive una tregua ancora fragile. Repubblica insiste maggiormente sulla difficoltà del leader e sulla necessità di evitare contestazioni a Pontida. Libero aveva già interpretato la scelta di non invitare quest’anno leader stranieri come un tentativo di riportare il raduno verso un’identità più interna e tradizionalmente leghista. 

Il nodo politico è evidente: la Lega deve contemporaneamente contenere la concorrenza di Vannacci e recuperare il rapporto con il proprio radicamento amministrativo settentrionale.

La Stampa – Salvini e i governatori verso Pontida

Internazionale

Ucraina: nuovi attacchi russi, la Polonia fa decollare i caccia

I fatti. La Russia ha lanciato una nuova vasta offensiva con missili e droni contro Ukraine, colpendo Kyiv, Odessa, Zaporizhzhia e altre regioni. Oltre venti persone sono rimaste ferite; sono state danneggiate anche infrastrutture energetiche e industriali. 

La Poland ha fatto decollare i propri caccia e chiuso temporaneamente gli aeroporti di Rzeszów e Lublino come misura precauzionale, senza però registrare violazioni del proprio spazio aereo. L’Ucraina ha parallelamente continuato gli attacchi contro infrastrutture petrolifere russe. 

Gli attacchi arrivano mentre Stati Uniti, Russia e Ucraina discutono ancora una possibile moratoria contro le infrastrutture energetiche. La realtà militare mostra però quanto una tregua di questo tipo sia ancora lontana dall’essere consolidata.

La lettura. Qualsiasi apertura negoziale verificabile dovrebbe essere sostenuta dall’Europa. Ma la prosecuzione degli attacchi contro città e infrastrutture dimostra perché diplomazia e capacità di difesa ucraina non possano essere considerate alternative.

Reuters – nuova offensiva russa contro le città ucraine

Russia al voto: prime elezioni parlamentari dall’invasione dell’Ucraina

I fatti. Da oggi al 20 settembre la Russia vota per rinnovare la Duma. Sono le prime elezioni parlamentari dall’invasione su larga scala dell’Ucraina del febbraio 2022. Il partito Russia Unita, che sostiene Vladimir Putin, parte da una posizione di predominio politico e istituzionale. 

Reuters segnala tuttavia una crescente inquietudine nella società russa per il costo della guerra e racconta anche la candidatura di esponenti apertamente contrari al conflitto, che operano in un ambiente politico fortemente limitato. 

La lettura. Il voto difficilmente metterà in discussione il controllo politico del Cremlino. Saranno però significativi affluenza, consenso ufficialmente attribuito a Russia Unita e capacità delle candidature dissenzienti di rendere visibile una parte dell’opinione pubblica contraria alla guerra.

Reuters – cosa sapere sulle elezioni russe
Reuters – la candidata russa contraria alla guerra

Medio Oriente: il petrolio scende, ma Hormuz resta sotto pressione

I fatti. Il prezzo del petrolio diminuisce per il terzo giorno consecutivo. Il mercato considera per ora gestibili le interruzioni saudite e conta sulla possibilità che Riyadh immetta ulteriori quantitativi di greggio sul mercato. 

Il miglioramento dei prezzi non equivale però a una normalizzazione geopolitica. Il traffico attraverso lo Strait of Hormuz rimane drasticamente inferiore ai livelli precedenti alla guerra e continuano gli attacchi alle navi. 

Anche Bab el-Mandeb resta sotto pressione. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha disposto che la Marina si prepari a garantire il passaggio delle navi italiane. La Stampa riferisce inoltre che al ministero viene valutata criticamente l’efficacia dell’attuale missione europea Aspides e la possibilità di concentrare maggiormente la protezione sui cargo nazionali. 

Il commento. Proprio quest’ultima ipotesi pone una questione europea. Proteggere il traffico italiano è necessario, ma una crisi delle rotte marittime globali difficilmente può essere gestita attraverso ventisette strategie nazionali separate. La debolezza di una missione comune dovrebbe indurre a rafforzarne capacità e mandato, non automaticamente a rinazionalizzare la sicurezza marittima.

Reuters – il petrolio scende per il terzo giorno
La Stampa – l’Italia e la missione nel Mar Rosso

Stati Uniti e Iran: Trump arriva all’ONU con una guerra sempre più contestata

I fatti. Alla vigilia dell’Assemblea generale delle United Nations, Donald Trump si prepara a difendere davanti ai leader internazionali la guerra contro l’Iran. Reuters osserva che il presidente americano arriva all’appuntamento in un clima internazionale più critico rispetto allo scorso anno e con crescenti interrogativi interni sui costi e sugli obiettivi del conflitto. 

La crisi iraniana sarà quindi uno dei principali dossier della settimana diplomatica di New York, insieme all’Ucraina e alla sicurezza delle rotte energetiche.

Reuters – Trump, Iran e l’Assemblea generale dell’ONU

I temi ricorrenti

Tre temi emergono con particolare chiarezza.

Il primo è l’energia come nuova questione politica centrale. Il confronto Meloni-Schlein, le accise, il bollo auto, Hormuz e Bab el-Mandeb dimostrano che sicurezza energetica, transizione ambientale, politica industriale e protezione dei redditi sono ormai un unico dossier.

Il secondo è la difficoltà delle coalizioni italiane. Il campo largo si divide persino sull’opportunità di dialogare con il governo sull’energia; nel centrodestra la crescita di Vannacci e le tensioni nella Lega modificano equilibri considerati fino a pochi mesi fa relativamente stabili.

Il terzo è la sicurezza europea. Ucraina, Polonia e Mar Rosso mostrano un’Europa esposta contemporaneamente sul proprio confine orientale e sulle rotte commerciali dalle quali dipende la sua economia.

Lettura conclusiva

Da una sensibilità liberal-socialista e socialdemocratica, l’apertura di un confronto istituzionale sull’energia appare più utile della sua trasformazione in un nuovo motivo di divisione politica. Opposizione non significa indisponibilità pregiudiziale al confronto, soprattutto quando sono in gioco competitività industriale, bollette delle famiglie e autonomia energetica. Naturalmente il dialogo non elimina le differenze: proprio per questo dovrebbe avvenire su proposte verificabili e con piena trasparenza parlamentare.

La priorità dovrebbe essere costruire una politica energetica che tenga insieme riduzione dei costi, transizione ecologica e politica industriale. Continuare a compensare gli shock con accise, bonus e agevolazioni fiscali può essere necessario nell’emergenza, ma non riduce la vulnerabilità strutturale del Paese.

Anche la nuova Supermedia suggerisce prudenza. Il superamento del 42% da parte del centrosinistra dimostra che un’alternativa elettorale al governo è possibile; non dimostra però che esista già un’alternativa politica. Le divergenze su Ucraina, energia, politica economica e leadership rimangono rilevanti. Una coalizione riformista credibile dovrebbe costruire il programma prima di considerare risolto il problema soltanto attraverso l’aritmetica delle alleanze.

Infine, la crisi internazionale conferma la necessità di una maggiore capacità europea comune. Difesa dell’Ucraina, sicurezza marittima, approvvigionamenti energetici e politica industriale non possono essere efficacemente affrontati attraverso una semplice somma di politiche nazionali.

Il terreno liberal-socialista e socialdemocratico che emerge dalla giornata resta quindi riconoscibile: Europa più integrata, libertà individuali, sicurezza nello Stato di diritto, responsabilità finanziaria, mercato regolato, welfare universalistico, transizione energetica socialmente sostenibile e politica estera capace di combinare deterrenza e diplomazia.


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