Italia
Legge elettorale: via libera del Senato, ma alla Camera resta il rischio dei franchi tiratori
I fatti. Il Senato ha approvato ieri con 113 voti favorevoli e 71 contrari la nuova legge elettorale voluta dalla maggioranza. Il sistema diventa integralmente proporzionale, con un premio di governabilità per la coalizione che raggiunga almeno il 42% dei voti; sono previsti capilista bloccati e fino a tre preferenze per gli altri candidati. Il testo, modificato rispetto alla versione già approvata da Montecitorio, deve ora tornare alla Camera.
È proprio l’ultimo passaggio parlamentare a preoccupare il governo. Repubblica riferisce dei timori di Palazzo Chigi per eventuali voti segreti e della discussione sull’opportunità di ricorrere alla fiducia; La Stampa parla della tentazione di trasformare il voto in una prova di fedeltà della maggioranza, pur registrando la preferenza della premier per evitare forzature.
I commenti delle testate. Il Corriere della Sera mette in evidenza le numerose incognite che restano per Giorgia Meloni: il premio, l’indicazione del candidato premier, i capilista bloccati, le quote di genere e soprattutto la capacità della coalizione di arrivare compatta al voto. La testata sottolinea inoltre il rischio di una riduzione della rappresentanza femminile, perché le quote di genere non riguardano i capilista.
La valutazione istituzionale resta distinta da quella politica. Il ritorno delle preferenze aumenta la scelta degli elettori, ma solo parzialmente; premio di maggioranza, capilista bloccati e requisiti di accesso per i nuovi partiti meritano invece un esame rigoroso sotto il profilo della rappresentanza e del pluralismo.
Reuters – il Senato approva la riforma elettorale
Corriere della Sera – i nodi ancora aperti della nuova legge
La Stampa – il rischio del voto alla Camera
Russia e NATO: un caccia italiano abbatte un drone nei cieli della Lituania
I fatti. Un caccia italiano impegnato nella missione NATO di difesa aerea del Baltico ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lithuania dalla Bielorussia. Le autorità lituane riferiscono che il velivolo trasportava esplosivo; viene indicato come un probabile Geran-2 di origine russa.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato il valore della presenza italiana nella difesa collettiva NATO. L’episodio assume particolare rilievo perché arriva in una fase di ripetute intrusioni e incidenti nello spazio aereo e marittimo dei Paesi europei confinanti con Russia e Bielorussia.
Il riflesso politico italiano. Il Corriere osserva che l’episodio rende ancora più evidente una divisione interna alla maggioranza: Meloni e Forza Italia mantengono una posizione nettamente atlantica e favorevole al sostegno all’Ucraina, mentre Matteo Salvini continua a sostenere la necessità di riaprire il dialogo economico con Mosca. Ieri Salvini ha incontrato a Milano rappresentanti di imprese italiane ancora attive in Russia; l’ambasciatore russo in Italia ha salutato l’iniziativa come un ritorno al «realismo».
La distinzione necessaria è fra dialogo diplomatico e ambiguità strategica. Cercare canali con Mosca è utile; la difesa dello spazio NATO e il principio dell’inviolabilità delle frontiere europee non possono però essere oggetto di incertezza.
Reuters – il caccia italiano abbatte il drone in Lituania
la Repubblica – Salvini e gli imprenditori italiani in Russia
Centrosinistra: prende forma l’ipotesi Manfredi per l’area civica e moderata
I fatti. Nel centrosinistra prosegue il confronto sulla futura coalizione. Il Riformista segnala l’ipotesi di una lista civica e moderata collegata al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, con l’obiettivo di riunire componenti oggi frammentate e raggiungere una consistenza elettorale significativa. La prospettiva viene descritta come potenzialmente compatibile sia con Giuseppe Conte sia con Matteo Renzi.
Repubblica registra contemporaneamente una riflessione di Massimo D’Alema sulla possibilità che il futuro candidato premier del centrosinistra possa provenire dall’esperienza dei sindaci, mentre lo stesso Manfredi considera preferibile evitare una competizione prematura sulle primarie.
Il commento. L’ipotesi segnala l’esistenza di un problema reale: il campo progressista deve trovare una rappresentanza per l’elettorato riformista, civico ed europeista che difficilmente si riconosce integralmente nelle posizioni del M5S o della sinistra più radicale. Ma una lista aggiuntiva ha senso soltanto se porta contenuti riconoscibili, non se diventa una semplice operazione elettorale.
Il Riformista – l’ipotesi della lista Manfredi
la Repubblica – sindaci e leadership del centrosinistra
Energia: petrolio a 108 dollari, Meloni chiede un intervento europeo
I fatti. La pressione dell’energia sull’economia italiana continua ad aumentare. Il greggio si muove intorno ai 108 dollari al barile e il governo chiede all’Unione europea un intervento coordinato per limitare gli effetti dello shock. La Stampa riferisce di un pressing di Meloni sul presidente del Consiglio europeo António Costa.
Il governo continua nel frattempo con interventi temporanei sui carburanti. Domani sottolinea criticamente che la nuova proroga del taglio delle accise sul diesel rappresenta il quinto intervento di questo tipo e giudica insufficiente una strategia fondata prevalentemente su provvedimenti tampone.
La questione è resa più complessa dalla nuova pressione inflazionistica e dall’aumento dei tassi. L’Italia punta inoltre a mantenere sotto controllo nazionale le infrastrutture idroelettriche, considerate strategiche per la sicurezza energetica.
Il commento. Nel breve periodo proteggere famiglie e trasporti dallo shock è necessario. Nel medio periodo, però, la risposta non può consistere in una successione indefinita di sconti fiscali. Servono acquisti e infrastrutture europee comuni, diversificazione delle fonti, reti, rinnovabili e una strategia industriale energetica stabile.
La Stampa – Meloni chiede all’Europa di intervenire sull’energia
Domani – petrolio, inflazione e interventi del governo
Internazionale
Ucraina: ipotesi di tregua energetica, ma gli attacchi continuano
I fatti. Il Cremlino ha accolto favorevolmente la proposta americana di una moratoria reciproca sugli attacchi alle infrastrutture energetiche russe e ucraine. Mosca collega però un’eventuale intesa anche alla sicurezza della navigazione commerciale e alla rimozione delle sanzioni internazionali.
Volodymyr Zelenskyy si è dichiarato disponibile alla tregua se gli Stati Uniti potranno garantire che la Russia intenda effettivamente rispettarla. Nel frattempo, però, entrambi i Paesi continuano gli attacchi: la Russia ha colpito distributori e infrastrutture a Kyiv, mentre l’Ucraina ha attaccato una raffineria russa.
Sul fronte della sicurezza europea cresce inoltre l’allarme per le attività russe fuori dall’Ucraina. Il Dipartimento di Giustizia americano ha annunciato l’incriminazione di cinque persone nell’ambito di un’indagine su una rete riconducibile ai servizi russi accusata di pianificare omicidi mirati e azioni contro obiettivi nei Paesi che sostengono Kyiv. Le accuse dovranno naturalmente essere provate in sede giudiziaria.
La lettura. Una tregua sulle infrastrutture energetiche sarebbe un risultato limitato ma concreto, soprattutto alla vigilia dell’inverno. L’Europa dovrebbe favorirla, mantenendo però una distinzione netta fra negoziato diplomatico e concessioni preventive sulla sicurezza dell’Ucraina.
Reuters – Mosca apre alla tregua energetica
Reuters – gli attacchi continuano nonostante la proposta americana
Iran: il Congresso americano torna a contestare la guerra
I fatti. La Camera degli Stati Uniti ha approvato una terza risoluzione contraria alla prosecuzione della guerra contro l’Iran. Non è ancora chiaro se il Senato affronterà il provvedimento prima delle elezioni di midterm.
La crisi continua intanto ad allargarsi. L’Arabia Saudita riferisce di avere abbattuto un drone diretto verso La Mecca; gli Houthi negano la responsabilità. I colloqui regionali sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz restano in difficoltà, mentre il traffico marittimo è drasticamente inferiore ai livelli precedenti al conflitto.
Il commento delle testate. Domani, nel quarto anniversario della morte di Mahsa Amini, richiama anche una dimensione che la guerra rischia di oscurare: la domanda di libertà, diritti delle donne e democratizzazione proveniente dalla società iraniana.
È un punto importante. Contrastare le politiche aggressive del regime iraniano non dovrebbe significare dimenticare la società civile iraniana né confondere il governo con la popolazione.
Domani – il Congresso USA e la guerra con l’Iran
Domani – quattro anni da Mahsa Amini
Svezia: centrosinistra in vantaggio, ma resta una maggioranza difficile
I fatti. Dopo le elezioni di domenica, il blocco di centrosinistra guidato dalla socialdemocratica Magdalena Andersson conserva un vantaggio molto ristretto sul centrodestra. Il risultato definitivo dipende ancora dal completamento dello scrutinio, ma l’arretramento dei Democratici Svedesi ha ridotto la possibilità di un loro ingresso diretto al governo.
La lettura. Il risultato svedese non cancella l’avanzata della destra radicale registrata altrove in Europa. Dimostra però che una socialdemocrazia con credibilità di governo può ancora competere quando combina welfare, sicurezza e gestione dell’immigrazione senza rinunciare allo Stato di diritto.
Reuters – il centrosinistra svedese resta in vantaggio
I temi ricorrenti
Il primo è la stabilità delle democrazie europee. La legge elettorale italiana, il risultato svedese e la crescita delle destre radicali mostrano sistemi politici alla ricerca di un equilibrio fra governabilità e rappresentanza.
Il secondo è la sicurezza europea. L’abbattimento del drone in Lituania porta la guerra ucraina direttamente nello spazio NATO e rende meno astratta la discussione italiana su difesa, Russia e sostegno a Kyiv.
Il terzo è il costo sociale della geopolitica. Petrolio a 108 dollari, inflazione e tassi dimostrano che guerra e politica economica sono ormai strettamente collegate.
Il quarto è la ricerca di uno spazio riformista. Le ipotesi attorno a Manfredi e il confronto interno al centrosinistra indicano una domanda di rappresentanza europeista e moderatamente progressista che rimane politicamente aperta.
Lettura conclusiva
Da una sensibilità liberal-socialista e socialdemocratica, la giornata pone anzitutto una questione di responsabilità europea. L’episodio del drone abbattuto da un caccia italiano dimostra che la sicurezza dell’Europa non è un tema astratto. Difendere lo spazio NATO e sostenere l’Ucraina non impedisce di cercare un negoziato con Mosca; al contrario, una diplomazia efficace richiede chiarezza sulle condizioni della sicurezza comune.
Sul piano interno, la legge elettorale dovrebbe essere giudicata meno sulla convenienza immediata dei partiti e più sulla qualità della democrazia che produce. Preferenze e governabilità sono obiettivi legittimi; devono però convivere con pluralismo, rappresentanza femminile, accessibilità della competizione e rispetto delle prerogative costituzionali.
La crisi energetica ripropone infine un tema tipicamente socialdemocratico: proteggere il reddito delle persone senza rinunciare alla trasformazione strutturale dell’economia. Gli sconti sui carburanti possono essere necessari nell’emergenza, ma non sostituiscono una politica energetica europea comune capace di ridurre la dipendenza dalle crisi geopolitiche.
Per un’area riformista italiana emerge quindi un terreno abbastanza preciso: europeismo non retorico, sicurezza dentro lo Stato di diritto, sostegno all’Ucraina accompagnato dalla diplomazia, conti pubblici sostenibili, politica industriale, welfare e libertà individuali. La questione non è soltanto trovare una collocazione elettorale per questo spazio, ma trasformarlo in un progetto politico riconoscibile.


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