La proliferazione in questi ultimi mesi dei cantieri per la realizzazione di piste ciclabili a Roma sta creando parecchi disagi ai romani, nonostante siano finite le scuole e il traffico si sarebbe dovuto ridurre. Invece assistiamo quotidianamente a cantieri a cielo aperto che operano per ridurre le corsie destinate ai veicoli privati e per costruire ciclabili che nella città dei “settecolli” rappresenta quasi una sfida ironica.

Il fatto è che non si manutengono neanche quelle costruite in luoghi più indicati per la circolazione delle due ruote, come la pista che costeggia il Tevere e arriva a Saxa Rubra, dove è rischiosissimo avventurarsi pre la cattiva tenuta della pista stessa e per le preoccupazioni di sicurezza personale dovute a presenze non controllate, e invece ci si avventura senza problemi nel ridurre percorribilità, parcheggi e viabilità in generale.

Il tema della mobilità, non lo scopriamo oggi, è un tema caldissimo per l’amministrazione della capitale, ma condividere programmi e progetti che limitano la vivibilità quotidiana di una città come questa rappresenta una forzatura. Prima o poi qualcuno proporrà un referendum?


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