La lezione di Saragat

La lezione di Saragat

Considerazioni sull’iniziativa della Fondazione Saragat. di Angelo Coco

Ricordare Giuseppe Saragat oggi non significa soltanto rendere omaggio a una grande figura della storia repubblicana. Significa interrogarsi sul presente dell’Europa e sul suo ruolo nel mondo. Ecco perchè l’iniziativa della Fondazione Saragat, prevista per domani, rappresenta un momento di riflessione importante e il doveroso omaggio a una figura che troppo spesso risulta marginalizzata ricordando la storia del nostro paese.
Viviamo una fase nella quale i tradizionali legami tra Europa e Stati Uniti appaiono meno solidi, mentre il continente europeo mostra evidenti difficoltà nel trasformare la propria forza economica e civile in autentica capacità politica.
Eppure il mondo ha bisogno dell’Europa: di una Europa capace di difendere la democrazia, il diritto internazionale, la libertà e la dignità della persona. Per farlo, però, l’Europa deve superare questa lunga fase di attendismo e tornare ad essere decisionista, autorevole e protagonista.
In questo quadro, la lezione di Giuseppe Saragat acquista una sorprendente attualità. Egli visse gli anni difficili del dopoguerra e della Guerra fredda assumendo posizioni nette, spesso coraggiose, nella consapevolezza che l’Italia dovesse ancorare il proprio futuro alle democrazie occidentali.
Il suo atlantismo non fu mai semplice subordinazione agli Stati Uniti, ma scelta di campo a favore della libertà, della democrazia parlamentare e dell’Occidente democratico.
Allo stesso modo, il suo europeismo non fu un richiamo astratto o retorico. Saragat comprese che l’Europa avrebbe potuto contare nel mondo soltanto superando divisioni nazionali, debolezze e particolarismi.
La sua idea di Europa era politica prima ancora che economica: una comunità capace di decidere, di assumersi responsabilità, di parlare con una voce riconoscibile nelle grandi questioni internazionali.
Oggi quella visione torna ad essere centrale. In una fase di crescente instabilità geopolitica, l’Europa non può limitarsi a reagire alle decisioni altrui.
Deve ritrovare la capacità di elaborare una propria strategia, rafforzare la propria autonomia politica e assumere un ruolo più incisivo nella difesa, nella politica estera, nell’economia e nella tutela dei valori democratici.
Ricordare Saragat significa quindi recuperare il valore della scelta politica, della chiarezza delle alleanze e della responsabilità europea.
Significa comprendere che atlantismo ed europeismo non sono necessariamente in contraddizione, ma possono costituire i due pilastri di una stessa visione democratica e occidentale.
L’Europa deve continuare a dialogare con gli Stati Uniti, ma deve farlo con maggiore forza, consapevolezza e autonomia.
Deve tornare ad essere soggetto politico e non soltanto spazio economico o regolatorio.
La lezione di Saragat ci ricorda che nei momenti difficili della storia non basta amministrare il presente: occorre avere il coraggio di indicare una direzione.
Oggi quella direzione passa ancora una volta da un’Europa più unita, più politica e più capace di decidere.
Una Europa che non rinunci al rapporto transatlantico, ma che sia finalmente in grado di stare nel mondo con una propria voce.
È anche per questo che tornare a riflettere sulla figura e sulle scelte di Giuseppe Saragat non è un esercizio di memoria, ma una riflessione sul futuro dell’Europa.


Una risposta a “La lezione di Saragat”

  1. Avatar Enzo Romeo Camanzi
    Enzo Romeo Camanzi

    Ottimo

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