Azione e PLD votano insieme e tro­vano il con­senso dei rifor­mi­sti Dem, ora ten­tati dallo strappo Cre­scono le ade­sioni a Euro­pei­sti.Eu e alla Fede­ra­zione dei Rifor­ma­tori, +Europa cam­bia segno? di Aldo Torchiaro (da Il Riformista del 6/(/2026)


Le ultime gior­nate par­la­men­tari di ago­sto indi­cano niti­da­mente come la dico­to­mia tra destra e sini­stra lasci oggi il posto a quella, più attuale, tra euro­pei­sti e anti­eu­ro­pei­sti. Tra chi sta con l’Ucraina, la sovra­nità ener­ge­tica e l’Europa della cre­scita e chi sem­bra più pro­penso ad un ruolo ancil­lare del Paese verso Rus­sia e Cina. Per­ché dal micro si passa al macro: lo sfo­ra­mento di bilan­cio su ener­gia e difesa – a cui sono state poste delle con­di­zio­na­lità – vedono la destra a favore, la sini­stra con­tro e il cen­tro, aste­nersi. L’Europa con­cede defi­cit sulle voci stra­te­gi­che e irri­man­da­bili, ma c’è chi pone un freno. Azione e il Par­tito Libe­ral­de­mo­cra­tico pro­te­stano per «il popu­li­smo che deter­mina sem­pre più spesso le scelte della mag­gio­ranza», come dichiara Marat­tin a SkyTg24. La con­di­vi­sione dell’atten­zione alla difesa e all’ener­gia – e più in gene­rale, dei pro­grammi – spacca il campo largo e mette in dif­fi­coltà cre­scente la destra, men­tre rin­salda l’asse tra par­titi cen­tri­sti. Lo dice chia­ra­mente il sena­tore Marco Lom­bardo di Azione. «Il dibat­tito di que­ste set­ti­mane è stato costruito su un equi­voco: il Safe non è un pre­stito per il riarmo nazio­nale. È la prima piat­ta­forma finan­zia­ria di un sistema di difesa euro­peo cioè la pos­si­bi­lità di appalti comuni, acqui­sti con­giunti, riserva sul buy Euro­pean. Serve ad accre­scere la capa­cità pro­dut­tiva dell’indu­stria mili­tare euro­pea, a rico­sti­tuire le scorte, a ren­dere inte­ro­pe­ra­bili sistemi nazio­nali che oggi non si par­lano. Con­trap­porre difesa nazio­nale e difesa euro­pea è un falso sto­rico e un errore stra­te­gico: la difesa nazio­nale di un Paese di ses­santa milioni di abi­tanti esi­ste solo den­tro una dimen­sione euro­pea». A sot­to­li­nearlo, inter­ve­nendo nell’Aula di Palazzo Madama sulle comu­ni­ca­zioni del mini­stro dell’Eco­no­mia Gior­getti, è un par­la­men­tare di Azione che potrebbe ben rap­pre­sen­tare tutto il Polo Euro­pei­sta, se que­sto si fosse già por­tato avanti con i com­piti. L’area pul­lula di idee, ini­zia­tive, fer­mento. E se Mat­teo Renzi ancora Ita­lia Viva ai destini delle pri­ma­rie e agli scan­to­na­menti del pro­gres­si­sta Giu­seppe Conte, un numero cre­scente di “dis­si­denti cen­tri­sti” prende le distanze per raf­for­zare l’ope­ra­zione Polo euro­pei­sta. La sini­stra vacilla, scric­chiola, cede. Una penna di rife­ri­mento per l’area del Naza­reno, Michele Serra, ha rotto gli indugi per lan­ciare un appello a Schlein e Conte: «Trat­ta­teci da adulti, diteci se il campo largo non regge». Se ne stanno accor­gendo tutti. Sarebbe un vero pec­cato non segnare un goal a porta vuota. Tra i rifor­mi­sti dem si valuta il rom­pete le righe, anche per­ché le liste sono in mano al cer­chio magico della Segre­ta­ria. Marta Bona­foni, Marco Fur­faro, Enzo Foschi sono poco pro­pensi a con­ce­dere diritti di tri­buna. A un certo punto ieri è ini­ziata a cir­co­lare anche la voce di un poten­ziale nuovo abban­dono di peso dal Pd verso la for­ma­zione ren­ziana: un ex sin­daco, oggi euro­par­la­men­tare, potrebbe sce­gliere Casa Rifor­mi­sta per rien­trare in Ita­lia. Magari a Palazzo Madama. Si rin­cor­rono smen­tite e mezze con­ferme. Si tratta. E si guarda ai numeri. I rile­va­menti vanno bene per Azione, sono sta­zio­nari per il Pld, testi­mo­niano una certa atten­zione per quest’area. «Un bacino elet­to­rale cen­tri­sta c’è ed ha un 10-12% di con­sensi poten­ziali», atte­sta il son­dag­gi­sta Roberto Masia. Gli Euro­pei­sti,eu di Pier­ca­millo Fala­sca, Daniele Nahum e Ser­gio Scal­pelli hanno lan­ciato la loro cam­pa­gna di tes­se­ra­mento e stanno met­tendo radici ter­ri­to­riali. Il Movi­mento Socia­li­sta Libe­rale – pre­sie­duto da Ore­ste Pasto­relli – ha votato la con­ver­genza nella Fede­ra­zione dei Rifor­ma­tori insieme al Pri di Cor­rado De Rinal­dis Sapo­naro e a Social Demo­cra­zia – SD di Umberto Costi, peral­tro pre­si­dente della Fon­da­zione Giu­seppe Sara­gat. Novità potreb­bero arri­vare a breve dall’approdo verso il pro­getto cen­tri­sta di PiùEuropa: il segre­ta­rio Ric­cardo Magi, legato alla sini­stra, sem­bra sul punto di essere messo in mino­ranza.


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