Finisce 3 a 3 la partita dei ballottaggi nei 6 capoluoghi di provincia.
In un clima di astensionismo crescente, con il 52% degli aventi diritto che si è recato a votare, Legnini a Chieti, Galiano a Trani e Sodano ad Agrigento segnano i successi del centrosinistra ai ballottaggi, mentre Boscagli a Lecco, Comanducci ad Arezzo e Percaroli a Macerata, sono eletti per il centrodestra. Il centrodestra passa anche con Massara a Vigevano e con Grilli a Viareggio.
Come in ogni tornata elettorale, alla fine, guardando i risultati, hanno vinto tutti. Per la Meloni e la sua coalizione il centrodestra conferma di essere coeso e credibile; contemporaneamente la Schlein parla di chiara affermazione progressista…
Questa euforia bipartisan sembra essere eccessiva, considerando che non ci sono stati stravolgimenti particolarui rispetto al passato, mentre continua a preoccupare la distanza sempre più marcata tra i cittadini e le istituzioni, soprattutto nel momento in cui il cittadino può in qualche modo promuovere o bocciare chi lo amministra o lo governa. La riflessione va fatta anche alla luce della proposta di riforma elettorale in discussione in Parlamento che rischia ancora una volta di fornire risultati che passano sopra la testa della gente.
Ridare forze all’elettorato, consentendogli di poter scegliere anche i suoi candidati, rappresenta un passo determinante per ridurre questa distanza intollerabile con diritti e doveri sanciti dalla Costituzione. Battersi su questo terreno e per questo camniamento dovrebbe essere il pensiero comune della politica riformista.


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