Il 22 giugno del 1941 la Germania di Hitler attacca la Russia di Stalin; oggi queste prevaricazioni sono all’ordine del giorno e questa data finisce per essere ricordata solo per il goal di mano di Maradona all’Inghilterra.
Il 22 giugno del 1941 la Germania nazista rompe il Patto Ribbentrop-Molotov siglato con la Russia comunista e lancia l’Operazione Barbarossa, invadendo il suolo sovietico con tre milioni di soldati. Questa iniziativa contribuisce in maniera determinante ad allargare il fronte di guerra aperto da tempo dai tedeschi con le rivendicazioni territoriali sul territorio dei Sudeti e con altre mosse che l’Europa tardò a decifrare, consentendo a Hitler di continuare a fare richieste pretenziose. E tutti sappiamo poi come è andata a finire.
Sembra che la storia insegni poco, stando a quanto oramai da qualche anno siamo abituati a vedere e a “tollerare”: occupazioni di territori altrui con motivazioni pretenziose, bombardamenti violenti di paesi che si reputano rifugio di terroristi, blitz per arrestare Presidenti in carica, minacce quotidiane di acquisizione di pezzi di territorio appartenenti ad altri Stati, con quel che resta del Diritto internazionale relegato a essere considerato una sorta di rivista generalista.
Questo atteggiamento “supino” che vede come protagonista negativo soprattutto l’Europa deve però terminare, perché come si diceva prima, la storia di vichiana memoria è fatta di corsi e ricorsi, e il ricorso statisticamente più probabile, in questo clima di grande instabilità è proprio quello di ripetere gli errori drammatici che hanno portato il mondo alla Seconda guerra mondiale.
Il continuo richiamo alle responsabilità dell’Europa è dettato dalla sua storia e dal suo ruolo, che purtroppo quotidianamente cala, nel contesto della storia del mondo: Napoleone Bonaparte fa parte della storia europea e la sua storia finisce all’isola d’Elba, e non abbiamo bisogno di altri Napoleone. Per questo fissiamoci nella mente la data del 22 giugno per ricordarci del suo significato storico, e non abbiniamola sorridendo al goal di mano di Maradona ai mondiali di calcio del 1986 in Messico quando beffò, imbrogliando, gli inglesi e il mondo intero.


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