I risultati del primo turno delle amministrative in 17 capoluoghi di provincia e uno di regione non esaltano l’opposizione e fanno galleggiare il centrodestra al governo

469 comuni al voto, di questi 17 sono capoluoghi di provincia e uno, Venezia, di regione. I primi verdetti inappellabili, cioè che non avranno bisogno della ballottaggio, al momento sono questi:

Venezia — eletto Simone Venturini (centrodestra)
Mantova — eletto Andrea Murari (centrosinistra)
Prato — eletto Matteo Biffoni (centrosinistra)
Pistoia — eletto Giovanni Capecchi (lista civica)
Salerno — eletto De Luca (lista civica)
Reggio Calabria — eletto Cannizzaro (centrodestra)
Messina — rieletto Federico Basile

Per gli altri bisogna aspettare lo spoglio definitivo delle schede, ma al momento (25 maggio, ore 21.30), oltre alla data dei ballottaggi (previsti per domenica 7 e lunedì 8 giugno) si possono fare alcune brevi considerazioni. Intanto, ancora una volta, la partecipazione è forse il punto più dolente di questo appuntamento: l’affluenza definitiva alle Comunali è del 60,1% secondo i dati del ministero dell’Interno, in calo di quasi 5 punti. Come dato di partecipazione al voto nell’ultimo grande appuntamento elettorale prima delle politiche del prossimo anno non ci si può ritenere soddisfatti. Tre grandi città hanno attirato sicuramente l’attenzione un po’ più delle altre: Venezia, capoluogo di regione, elegge ancora un sindaco di centrodestra, Simone Venturini, spegnendo le speranze di un cambiamento; Reggio Calabria, che passa al centrodestra, con Francesco Cannizzaro; Salerno, dove Vincenzo De Luca, con una lista che non ha visto la partecipazione del PD. raccoglie circa il 60% dei consensi e batte il candidato di centrodestra e il candidato di M5S e AVS.

Insomma, cara Schlein, per essere veramente competitivi c’è ancora tanto lavoro da fare.


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