La maggioranza spinge per chiudere rapidamente il dibattito

Ancora una volta il clima sul tema della riforma elettorale si arroventa. La maggioranza presenta il testo bis della riforma e ne annuncia l’iter alla Camera a partire dal 26 giugno con i tempi contingentati e con l’obiettivo di cautelarsi anche in caso di elezioni anticipate per farsi trovare pronta con la sua idea di voto: liste bloccate, premio di maggioranza solo con il 42% e oltre dei consensi, ripartizione proporzionale dei seggi in caso del mancato superamento della soglia del 42%.

L’opposizione alza il muro, criticando questa impostazione soprattutto sulla tempistica, che così strutturata non consentirebbe un corretto e doveroso dibattito parlamentare.

SD ribadisce ancora una volta il proprio punto di vista sul tema, ritenendo la formula del proporzionale con preferenze la soluzione più vicina al sistema Italia, e soprattutto un ritorno alle preferenze riavvicinerebbe sicuramente l’elettorato al voto.

La tutela dei partiti minori (la soglia è del 3%) garantisce anche in questa proposta di riforma bis le minoranze, con un “incoraggiamento” alla aggregazione, visto che il primo dei partiti che non supera il 3% potrebbe rientrare in gioco se facente parte di una coalizione.

Ovviamente la strada è ancora tutta da percorrere, ma SD ritiene necessaria comunque una valutazione congiunta tra maggioranza e opposizione in sede parlamentare per arrivare ad un testo condiviso che avvantaggerebbe sicuramente il Paese.