Ignorati dal dibattito, i nostri valori vanno rilanciati e spiegati agli elettori

Alla vigilia di un anno decisivo sul piano politico interno e internazionale si assiste a una sorta di silenzio (senza assenso) sulla presenza nella scena politica italiana della storia socialdemocratica. Eppure, proprio in questo mese due avvenimenti hanno rilanciato questa storia: il 102° anniversario del rapimento e assassinio di Giacomo Matteotti e una traccia per i temi della maturità che riprendeva una frase di Giuseppe Saragat quando si insediò come Presidente della Costituente. Evidentemente la presenza della socialdemocrazia è considerata solo storia. E allora tocca a tutte quelle donne e quegli uomini che continuano a credere in quella storia e nel loro operare quotidiano rappresentarla riaccendere con vigore quella speranza che nel corso dei decenni ha contribuito con determinazione a rendere l’Italia un paese libero, democratico e capace di essere rispettato a livello mondiale.

Questo articolo non è una lamentela nei confronti dei media che ignorano un mondo che vive, pensa e opera, ma è soprattutto un appello a chi quel mondo popola per rialzare la voce e far valere il proprio diritto di partecipazione e di rappresentanza nella vita politica e amministrativa del paese. Solo con iniziativa e presenza si può pensare di riallacciare il discorso con. i milioni di cittadini che da anni stanno rinunciando a esercitare il loro diritto di voto solo perchè non si riconoscono nella (limitata) offerta politica che viene loro presentata.

I valori socialdemocratici sono vivi, facciamoli camminare nella società italiana, non lasciamo credere che